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Spesa sanitaria del continente che invecchia
Negli ultimi decenni, l'Europa più che un "vecchio" continente appare come un continente in rapido invecchiamento e questo fenomeno genera, tra gli altri, anche il grosso problema della crescente domanda di assistenza sanitaria. Ciò si riflette sui servizi sanitari nazionali, e dunque per tutti i Paesi europei è necessario prevedere e realizzare un piano condiviso di rientro dagli enormi costi sostenuti progressivamente dalle Istituzioni sanitarie. In questa direzione l'incremento dell'utilizzo dei farmaci equivalenti, o generici, potrebbe già offrire una soluzione parziale al problema.
In breve, la realtà europea si presenta, oggi, con un numero crescente di anziani, ma il numero di cittadini in età lavorativa che contribuiscono al finanziamento dei servizi nazionali sta diminuendo velocemente. In pratica, entro il 2050, i cittadini europei in età lavorativa saranno soltanto due per ogni anziano, anzichè i quattro attuali. E poichè i cittadini europei over 65 rappresentano, oggi, il 30-40% della spesa dei sistemi sanitari nazionali, si verifica un progressivo aumento della richiesta di farmaci. In proposito, il rapporto del comitato di Politica Economica avverte le Istituzioni del fatto che la spesa sanitaria continuerà a crescere, aumentando del 4-8% sul PIL nel corso dei prossimi decenni. Possibile proposta per una soluzione parziale del problema è quella di informare correttamente e responsabilizzare i medici di medicina generale e i pazienti sull'opzione di scelta dei farmaci equivalenti perchè, quando corretto e sicuro, si abituino a una loro maggiore utilizzazione.
Come fare per pianificare interventi efficaci in questo senso sulla popolazione europea? In Europa, il farmaco equivalente appare sempre maggiormente proposto come una scelta intelligente ed economica per il paziente che la compie. Ma i dati in proposito sembrano ancora insufficienti per confortare del tutto i cittadini dell'UE. In USA, dove il mercato degli equivalenti è fiorente, uno studio recentemente pubblicato su The American Journal of Managed Care ha considerato gli effetti del trasferimento dei pazienti a piani assicurativi che garantiscano la copertura esclusivamente per farmaci equivalenti e non per quelli di marca. Lo studio ha analizzato le risposte di 611 pazienti di età superiore ai 65 anni, tutelati dalla copertura assicurativa pubblica americana (Medicare). In sintesi, i risultati dello studio hanno evidenziato che la modifica della copertura assicurativa ha generato: un cambio del farmaco impiegato (27% vs 8%), una riduzione nell'impiego dei farmaci (15% vs 9%), un'interruzione del trattamento (15% vs 8%) o addirittura il non inizio dello stesso (10% vs 5%) e, infine, l'acquisto di farmaci al di fuori degli Stati Uniti (6% vs 3%). Dunque, anche i modernissimi americani non sono del tutto soddisfatti dei cambiamenti e quindi per gli anziani europei bisognerà pensare a piani di recupero più adeguati e che siano soprattutto diretti al benessere e alla sicurezza dei pazienti.
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