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Gli italiani "genericamente" risparmiano
Anche in Italia, così come in Europa, negli ultimi anni si è verificato un incremento progressivo della spesa farmaceutica determinato da una serie di fattori: - l'innalzamento dell'età media della popolazione;
- lo spostamento della prescrizione verso farmaci più costosi nell'ambito della stessa classe;
- l'aumento della quantità di farmaci prescritti;
- la variazione del prezzo dei farmaci.
Così, attualmente, la spesa farmaceutica totale (pubblica e privata) rappresenta una parte rilevante del PIL. In particolare, negli ultimi sette anni è aumentato il divario tra spesa farmaceutica pubblica e privata. In questa direzione, sono nati i farmaci equivalenti, con l'intento di far risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale e i pazienti. Si stima che mediamente una famiglia italiana, utilizzando solo i farmaci equivalenti, potrebbe risparmiare circa 60 euro l'anno. Se l'uso di questi prodotti si diffondesse maggiormente, il risparmio per le casse dello Stato sarebbe rilevante, con conseguente ricaduta sul risparmio di ogni cittadino. Gli italiani cominciano a recepire il messaggio, dato che la spesa farmaceutica netta del SSN nel 2007 è diminuita del -6,8%, attestandosi a 11.493 milioni di euro, pari a 195,62 euro per ciascun cittadino italiano. È aumentato, invece, il numero delle ricette, che ha fatto registrare un +4,3% rispetto all'anno precedente. La spesa farmaceutica per il 2007, quindi, è rientrata ampiamente nel tetto di spesa, pari al 13% della spesa sanitaria, fissato a 12.229 milioni di euro. Il risultato positivo in termini di contenimento della spesa nel 2007 è dovuto alla riduzione del valore medio di ciascuna ricetta (-10,6%): vengono, cioè, prescritti più farmaci, ma di prezzo mediamente più basso. Secondo l'ultimo rapporto OSMED (Osservatorio sui Consumi dei Medicinali) gli italiani sono sostanzialmente ipertesi e alle prese con problemi gastrointestinali, poichè i farmaci maggiormente prescritti appartengono proprio a queste due categorie. I farmaci per il sistema cardiovascolare, in particolare, spadroneggiano il mercato, dato che a fronte di oltre 10 miliardi di dosi vendute sono anche quelli a quasi totale carico del SSN. Il consumo di farmaci gastrointestinali tiene bene: sono secondi, seguiti dai farmaci per il sistema nervoso centrale. Il record di consumi se lo aggiudica il ramipril, un farmaco per l'ipertensione (39,9 dosi al giorno somministrate ogni mille abitanti), seguito dall'aspirina (e le altre forme di acido acetilsalicilico), usata dai cardiopatici come antiaggregante piastrinico. Ogni italiano ha acquistato 29 confezioni di farmaci (stesso dato del 2006), 17 delle quali rimborsate dal Servizio Sanitario. Il Lazio è la regione con il consumo più alto (1020 dosi ogni mille abitanti, media nazionale: 881 dosi); Bolzano è la città che ha invece il consumo più basso con 670 dosi. E ancora Bolzano guida la classifica dal punto di vista del risparmio nella spesa pubblica, che si attesta su 151,6 euro ogni cittadino. La cicala è invece la Sicilia, con 272,3 euro a testa. Grazie all'aumento dei consumi, ma anche allo scadere di numerosi brevetti, i farmaci equivalenti si sono conquistati nel corso del 2007 un terzo del mercato, contribuendo anche al calo della spesa complessiva. Infine, se si considera l'età dei consumatori si evidenzia che la popolazione sopra i 75 anni costa 11 volte in più dei giovani tra i 25 e i 34 anni.
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