Il mercato all'italiana

Il mercato farmaceutico italiano vive attualmente una situazione piuttosto stagnante. Tuttavia, le "ultimissime" confermano che ci sono nuove prospettive di risparmio per gli italiani.

A livello mondiale si assiste a un sistematico rallentamento del mercato farmaceutico, nonostante l'invecchiamento medio della popolazione e la crescita in innovazione. All'interno di questo panorama, il mercato dei cosiddetti "generici puri", così come definito inizialmente, ha avuto uno sviluppo notevole dal 2001 a oggi, raggiungendo tassi di crescita elevati. Nell'ultimo biennio il confronto con l'andamento del mercato farmaceutico totale chiarisce maggiormente tali dinamiche. Nei principali mercati europei, il contenimento dei costi e la competizione tra equivalenti rallenta la crescita del mercato farmaceutico.





Il mercato degli equivalenti italiano è caratterizzato da una forte concentrazione delle aziende che commercializzano generici. Sei aziende costituiscono l'86,4% del mercato, mentre il restante 13,6% è rappresentato da 12 aziende generiche.









Il futuro di questo mercato è legato alle prossime scadenze brevettuali che coprono aree critiche del SSN (per esempio l'area oncologica), in termini di spesa e importanza per la salute. Entro il 2011, infatti, diverse molecole attualmente ancora coperte da brevetto vedranno scadere la copertura che garantisce l'esclusività alle aziende originator (industrie che hanno scoperto e posto il brevetto sulle molecole originali), aprendo una nuova fase di lancio degli equivalenti, che renderà disponibili molti farmaci a prezzi più contenuti, con beneficio soprattutto per l'innovazione legata a nuove molecole.

Le prossime scadenze brevettuali potrebbero generare risparmi per il SSN per miliardi di euro l'anno. In quest'ottica si stima che il mercato degli equivalenti possa incrementare la sua quota, nonostante una legislazione ancora eccessivamente ingessata, allineandosi progressivamente alla situazione che altri Paesi europei sperimentano ormai da decenni.



Quindi, per l'Italia in particolare, le prospettive sono veramente importanti. In proposito, nella serata del 15 ottobre 2008 si è svolta un'ulteriore riunione politica al Tavolo sulla farmaceutica, in discussione gli extrasconti sui farmaci equivalenti. Il Ministero ha presentato la sua proposta di soluzione definitiva della questione, dichiarando che provvederà ad adottare con legge le seguenti misure:

  • aumentare i margini della filiera distributiva, esclusivamente per i medicinali equivalenti unbranded, di 8 punti percentuali, da suddividere all'interno della stessa filiera, secondo le regole del mercato;
  • ridurre del 7% i prezzi al pubblico dei medicinali equivalenti unbranded inseriti nelle liste di trasparenza AIFA al 30 settembre 2008; tale riduzione si applicherà decorso un mese dall'entrata in vigore della legge, al fine di evitare un massiccio impatto sulle scorte di magazzino. In alternativa alla suddetta riduzione percentuale, i produttori di tali medicinali potranno chiedere all'AIFA la rinegoziazione del prezzo e in tal caso, si terrà conto dei reali sconti applicati dall'azienda negli ultimi 3 mesi;
  • incrementare di una quota media dell'1,4% (da ripartire con successivi accordi) lo sconto a favore del SSN sull'ammontare della relativa spesa; tale ultima misura avrà la durata di 12 mesi, ma potrebbe essere sostituita qualora, di intesa con le regioni e le province autonome, si individui una soluzione alternativa.

Il Ministero ha deciso di rinviare la discussione relativa all'individuazione delle iniziative dirette a incentivare l'impiego dei generici a un successivo incontro, che sarà comunque precedente alla presentazione del provvedimento legislativo attuativo delle suddette misure. A breve il sottosegretario Ferruccio Fazio si è impegnato ad affrontare le altre questioni sul tavolo della farmaceutica, già messe all'ordine del giorno del tavolo tecnico.
Il taglio del 7% del prezzo dei farmaci equivalenti raggiunto ieri in tarda serata al Tavolo della farmaceutica - ha commentato la presidente di Federfarma Annarosa Racca - permetterà ai cittadini di spendere circa 50 mln in meno per questi prodotti.

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