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Dal Governo, una spinta all'uso degli equivalenti.
Il decreto sulle liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio ha riservato attenzione anche ai farmaci equivalenti. Nell'intento di ridurre la spesa
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ente deputato a controllare l’immissione in commercio dei farmaci, ha stabilito di ridurre radicalmente i rimborsi dello Stato per i farmaci generici ‘passati dalla mutua’, ossia quelli prescritti dal medico di famiglia e pagati dal Sistema Sanitario.
A partire dal 15 Aprile 2011 è entrato in vigore un listino, pubblicato sul sito www.agenziafarmaco.gov.it, nel quale, per ciascuno dei 4.188 farmaci generici a prescrizione, si è stabilito il nuovo costo che lo Stato è disposto a pagare. Di conseguenza le aziende produttrici di farmaci generici sono state invitate ad abbassare i prezzi dei prodotti, adeguandoli ai rimborsi, con riduzioni che raggiungono il 40% del prezzo originale.A seguito di questo provvedimento, le aziende di farmaci generici, rappresentate da Assogenerici (l’associazione di settore) hanno dichiarato che (Comunicato Stampa Assogenerici 18.4.2011) “la riduzione dei prezzi è tale da rendere impossibile la produzione della totalità dei medicinali toccati dalla manovra, nelle attuali condizioni del mercato italiano. Come sempre hanno fatto, le aziende produttrici di equivalenti, laddove è possibile, provvederanno ad abbassare i prezzi per venire incontro alle necessità finanziarie dello Stato, ma un taglio dell'entità prevista dalla delibera, 600 milioni, è al di là delle possibilità del mercato”.
Nel breve termine, però, la preoccupazione del cittadino è forte: se le aziende non potranno ridurre i prezzi dei generici, chi pagherà la differenza tra il costo e il rimborso dello Stato? I cittadini?
A temere nuovi ticket, soprattutto a carico dei pazienti più anziani, spesso pazienti cronici che vivono di pensione, è Federanziani, che ha lanciato l’allarme qualche giorno fa. In base all’analisi del proprio centro studi, i cittadini si potrebbero trovare a pagare di tasca propria quei 240 milioni di euro rimasti scoperti dalle nuove quote di rimborso AIFA, con ticket che vanno da 1-2 euro alla cinquantina. Federanziani “chiede all'Aifa e alle associazioni delle aziende farmaceutiche di illustrare con chiarezza gli scenari che potrebbero aprirsi con l'adozione del provvedimento” (ANSA, 15.04.2011).
Alcune Regioni stanno correndo ai ripari: la Toscana ha stanziato 400 mila euro (ADNKronos, 19.04.2011; Delibera della Regione Toscana del 18 aprile 2011) per evitare nuovi ticket per i farmaci generici. Ma la discussione è aperta e oggi è più che mai urgente un confronto con tutte le parti per comprendere se l’Italia abbia o meno la volontà di scommettere su un mercato, quello dei generici, che negli altri Paesi sta portando grandi vantaggi sociali, ossia risparmio sulla spesa sanitaria e un incremento dell’occupazione professionale.
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