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Una doppia strategia per eliminare una volta per tutte il virus dell’Hiv. E’ l’impresa che sono riusciti a compiere un gruppo di ricercatori della Temple University a Philapelphia e dalla University of Nebraska Medical Center su modelli animali. I ricercatori hanno utilizzato sui topi sia gli antiretrovirali di ultima generazione che una tecnica di manipolazione genetica, la cosiddetta Crispr-Cas9, più comunemente conosciuta come editing genetico. Questa combinazione si è rivelata vincente: si è riusciti a eradicare il virus nei topi. I risultati di questo straordinario traguardo sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine.

“Oltre 37 milioni di persone nel mondo sono infette dal virus HIV-1, l’agente causativo dell’AIDS”, riferisce Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia. “Con oltre un milione di vittime ogni anno e altrettanti nuovi casi di infezione, la pandemia di AIDS non è, purtroppo, ancora sotto controllo. I farmaci - continua - molto efficaci oggi disponibili possono solo evitare la comparsa dell’AIDS, ma non guarire dall'infezione. Il problema principale è che il virus HIV-1 mescola i suoi geni con quelli della cellula infetta. Il risultato è che ogni cellula infetta porta dentro in modo permanente le istruzioni per fabbricare nuovi virus. Una parte di queste cellule rimane ‘silent’' all'interno del nostro corpo, costituendo un serbatoio da cui il virus può riemergere nell'ospite infetto per tutta la vita”.

Questi serbatoi virali si stabiliscono nei primi giorni dell’infezione, quando cioè la persona non è consapevole di aver contratto il virus e non sono aggredibili né dal sistema immunitario, né dalle attuali terapie. Attualmente la terapia d’elezione contro le infezioni da Hiv è quella antiretrovirale  che sopprime la replicazione del virus anche se non lo elimina completamente dal corpo e che deve essere assunta tutta la vita. “Se il trattamento viene interrotto l’infezione riprende forza attraverso la replicazione del virus e può portare allo sviluppo dell’Aids”, spiega Maga. Questa ripresa è attribuita direttamente alla capacità del virus di integrare il suo Dna nel genoma delle cellule del sistema immunitario dove rimane silente e non riesce a essere raggiunta dagli antiretrovirali.

Il nuovo studio potrebbe aprire nuove prospettive per una vera e propria cura dell’infezione. Topolini geneticamente modificati per sviluppare l'infezione da Hiv sono stati trattati con una terapia antiretrovirale a lunga azione e lento rilascio, chiamata LASER-ART, seguita poi dalla tecnica dell'editing genetico per rimuovere il genoma virale nelle cellule infette. “In questo modo, la LASER-ART eliminava i virus circolanti, mentre la Crispr-Cas9 rimuoveva i geni virali dai serbatoi cellulari infetti”, dice Maga. Sono stati condotti tre esperimenti indipendenti che prevedevano l'utilizzo della terapia combinata su 23 topolini, paragonati ad altri topi non trattati o trattati solo con LASER-ART o con solo l'editing genetico. “Solo in presenza di entrambe le terapie, nove degli animali trattati hanno mostrato una completa eliminazione del virus. Può sembrare poco, ma un successo di oltre il 30% - dice Maga - rappresenta un grande passo avanti, rispetto ad una situazione in cui non c'era nessun approccio che funzionasse”. I ricercatori stanno già pensando al prossimo passo. “Ora abbiamo un percorso chiaro in cui muoverci per realizzare trial in primati non umani e possibilmente trial clinici in pazienti all’interno di un anno”, dice Kamel Khalili, scienziato che ha coordinato lo studio.