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La più semplice regola di igiene è anche la più disattesa: lavarsi le mani. Sebbene ci siano molte prove che dimostrano che questa buona abitudine può ridurre la diffusione di malattie, in particolare dopo essere stati in bagno, prima di mangiare o dopo aver viaggiato con i mezzi pubblici, solo il 5% delle persone lo fa correttamente ogni volta. Ma se si pecca già nel momento del lavaggio, si sbaglia ancora più spesso nell’asciugatura. C’è chi le asciuga male o non lo fa proprio. Quello che molti non sanno è che e le mani bagnate hanno maggiori probabilità di diffondere batteri rispetto alle mani asciutte e che, quindi, è fondamentale asciugarle correttamente. Capita, infatti, di insaponare le mani, sciacquarle e poi andarsene con le mani gocciolanti. È un piccolo errore innocente, ma in questo modo si diffondono germi e infezioni. Ovviamente questo problema si amplifica nei bagni dei locali pubblici. A puntare i riflettori sull’importanza dell'igiene delle mani, specialmente nella fase dell'asciugatura sono stati gli esperti di Dottoremaeveroche, il sito antibufale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici.

Il metodo più giusto per asciugare le mani è quello “tradizionale”, cioè con la carta usa e getta, anziché gli asciugamani elettrici a getto d’aria. Una ricerca pubblicata sul Journal of Hospital Infection, che ha esaminato la diffusione batterica nei bagni di tre ospedali nel Regno Unito, in Francia e in Italia, è arrivata alla conclusione che gli asciugamani a getto d’aria diffondono più germi degli asciugamani di carta usa e getta. Questo è vero anche per gli apparecchi che si azionano con le cellule fotoelettriche. Quindi la maggiore diffusione dei batteri non è imputabile all’azione di toccare con la mano l’apparecchio per accenderlo ma al fatto che le persone, dopo essere andate in bagno, spesso non si lavano le mani correttamente e quando se le asciugano sotto il getto d’aria i microbi dalle mani si disperdono in aria e si depositano sulle superfici. “L’essiccatore – si legge nell'articolo – crea un aerosol che contamina il bagno, compreso l’essiccatore stesso e potenzialmente i lavandini, il pavimento e altre superfici, a seconda del design dell’essiccatore e del luogo in cui si trova. Se poi le persone toccano quelle superfici, rischiano di essere contaminate da batteri o virus”. Questa ricerca non è la prima e unica ad affrontare l’argomento, e la maggior parte delle pubblicazioni sul tema ha dimostrato che è preferibile utilizzare gli asciugamani di carta che vengono in seguito buttati via. In particolare, uno studio condotto presso l’Università di Westminster ha scoperto che i più potenti essiccatori per le mani possono diffondere un virus fino a 1,5 metri in tutta la stanza.

Un’altra ricerca ha confrontato la potenziale dispersione di virus con gli essiccatori a getto d’aria sia calda sia fredda e con gli asciugamani di carta. Ne è risultato che questi ultimi trasmettono virus circa 1.300 volte in meno rispetto agli essiccatori e che gli essiccatori ad aria fredda producono una contaminazione virale oltre 60 volte maggiore rispetto a quelli che utilizzano aria calda. La ricerca, inoltre, ha rivelato che gli apparecchi a getto d'aria fredda non solo diffondono ulteriormente i virus, ma consentono anche loro di rimanere in giro per molto più tempo. I campioni d’aria raccolti attorno a ciascun dispositivo fino a 15 minuti dopo il loro utilizzo, infatti, hanno mostrato che c'erano fino a 50 particelle di virus in più attorno a un essiccatore ad aria fredda piuttosto che vicino a uno ad aria calda e fino a 100 volte in più che attorno agli asciugamani di carta. Tutto questo è spiegabile anche grazie al loro funzionamento: gli essiccatori a getto d’aria fredda rimuovono l’acqua disperdendola con forza nell’aria verso l’alto e lateralmente, mentre gli asciugamani di carta producono pochissimo movimento d'aria. E sebbene gli essiccatori ad aria calda si basino anch’essi sul flusso d’aria, la maggior parte del movimento è rivolta verso il basso, portando i germi verso il pavimento. Meglio quindi il “vecchio metodo” con la carta usa e getta.