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Si parla molto spesso di celiachia, ma quasi mai di “intolleranza”. Più precisamente di Sensibilità al Glutine Diversa dalla Celiachia (NCGS), una sindrome distinta dalla celiachia, caratterizzata da sintomi multi-sistemici intestinali ed extra-intestinali, collegati alla reazione dell’organismo ai cibi contenenti glutine. Mentre sappiamo che in Italia vi sono circa 100mila celiaci accertati, con almeno altri 500mila che non sanno di esserlo, la NCGS ha un’incidenza 6 volte superiore alla celiachia, riguarderebbe circa 3 milioni di italiani e il 6-7% della popolazione mondiale.

I sintomi sono in parte sovrapponibili a quelli più tipicamente riferiti alla celiachia, ovvero alla sindrome del colon irritabile (gonfiore addominale, sonnolenza, diarrea e/o stipsi, coliche, cefalea) e si tratta con una dieta a basso contenuto di glutine e, sotto attento controllo medico, il paziente affetto da NCGS potrà aumentare gradatamente l’apporto di glutine alimentare. Tuttavia, in Italia questa patologia fatica ad essere riconosciuta ed in assenza di specifici protocolli medici, spesso il paziente si affida ad improvvisate diete “fai da te” non accompagnate da adeguati controlli e rivalutazioni del caso, andando così incontro a gravi squilibri alimentari e peggiorando la propria condizione.

“Rispetto al dilagare incontrollato delle pratiche ‘fai da te’ – spiega Mauro Minelli, professore straordinario di Scienze dell’Alimentazione e Dietetica applicata e consulente scientifico del progetto "Dieta Modulare – Semie" – l’obiettivo è quello di promuovere i protocolli più giusti finalizzati all’adozione ultima di una dieta giusta ed opportuna, possibilmente impostata sulla base di protocolli metodologici competenti e modulati sulle caratteristiche peculiari del soggetto in esame”.

È in questo quadro che prende forma il progetto “Dieta Modulare”, sviluppato dall’unità specialistica di diagnosi e cura PoliSmail, realtà che fornisce Servizi Biomedici Integrati per Malattie Allergiche e Immunologiche. Il progetto include anche prodotti alimentari che favoriscono uno stile alimentare adeguato e personalizzato che concorre al miglioramento della funzionalità del sistema immunitario. “L’obiettivo – spiegano gli ideatori del progetto - è quello di modulare la quantità di glutine all’interno di un piano alimentare, apportando il giusto quantitativo di proteine, lipidi, carboidrati e fibre per favorire un progressivo miglioramento della salute intestinale”.