La corsa della prevenzione. Diritto (e dovere) delle donne


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Dal 17 al 20 maggio. Si spalma in ben quattro giorni l'ultima edizione di “Race for the Cure”, nello spettacolare scenario romano del Circo Massimo, tra consulti e prestazioni specialistiche gratuite, laboratori di benessere e alimentazione, aree giochi per i più piccoli, concorsi fotografici, con l'epilogo, domenica, di cinque chilometri di corsa competitiva e amatoriale, oppure solo due di passeggiata. Nel nome della lotta ai tumori del seno. Dedicato dunque alle donne, da curare, ma anche da indirizzare verso corretti comportamenti di prevenzione, a iniziare appunto dall'attività fisica.

“Ogni anno 50mila donne si ammalano di tumore al seno in Italia, e 12mila perdono la vita: un numero che non si può più tollerare perché - se si interviene in tempo - si ottiene oltre il 90% di possibilità di guarigione”, nota Riccardo Masetti, presidente di Komen Italia. L'organizzazione, promotrice dell'evento, ha finora raccolto 15 milioni di euro per circa 800 progetti di ricerca, sensibilizzazione e prevenzione. Fu istituita nel 2000, come costola dell'omonima organizzazione americana, tra l'altro insignita nove anni fa da Barack Obama della “Medal of Freedom”, la più alta onorificienza civile americana.

Non è del resto al momento l'unica iniziativa di rilievo per la salute femminile. Dallo scorso 8 marzo, fino al 26 giugno, è in corso “Prevenzione possibile - La salute al femminile”, tour itinerante promosso in 31 città italiane con il patrocinio, tra gli altri, della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare, Federfarma e Federazione italiana medici di medicina generale, con un focus esteso all'osteoporosi e all'ambito cardiovascolare stesso.

In tutti i casi, gli appelli e le concrete iniziative vanno ben oltre l'obiettivo di un'attenzione pubblica (e professionale) accresciuta per la salute della donna. Il messaggio è rivolto anzitutto alle donne stesse, spesso in prima linea nell’accompagnare i parenti nelle loro esigenze sanitarie mettendo in secondo piano la cura di sé.

Gli ultimi dati ufficiali sugli “stili di vita” in Italia sono piuttosto ambivalenti. Le donne sembrano prestare un'attenzione maggiore, rispetto agli uomini, alla qualità alimentare: le prime sono in sovrappeso per il 23,9%, i secondi superano il 40%. Questo anche grazie a un minor ricorso all'alcol, il cui consumo eccessivo riguarda il 23,2% degli uomini e solo il 9,1% delle donne. Va assai peggio per le sigarette, il cui uso è in calo solo tra i maschi, mentre solo nell'ultimo anno si rilevano oltre un milione di fumatrici in più, arrivando alla cifra complessiva di quasi 6 milioni di tabagiste. Note dolenti anche per lo sport. Il 39,2% degli italiani non pratica alcuna attività fisica, e tra le donne si sale al 43,4%.