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Provate un semplice esperimento, andate sul collettore “Google News” e inserite nella ricerca due semplici parole, “salute” e 2019”. L’esito non lascia spazio a dubbi: a trionfare largamente  saranno gli oroscopi. E se volete approfondire, sbirciandone i pronostici, potrete divertirvi a prendere atto di quanto essi divergano, spesso radicalmente. Qualche esempio tra gli astrologi più seguiti: Ada Alberti vede un anno particolarmente benefico per i “nati in marzo”; Branko prevede invece “salute e benessere al top per il Leone”; altri ancora esaltano il Sagittario, con un “luglio in grande ripresa”.

Tra curiosità e qualche ilarità, il tema comunque appare piuttosto serio. Se perfino sulla principale e “fisica” delle preoccupazioni, ossia la salute (come periodicamente documentato dai dati dello stesso Google), le persone si rivolgono massicciamente agli oroscopi c’è qualcosa che non torna, e chiama alla responsabilità ciascuno di noi, a iniziare da chi cerca di comunicare le conoscenze medico-scientifiche.

Si tratta anzitutto di ricordare e ricordarci che la nostra salute futura dipende moltissimo da noi stessi, di certo ben di più di come e dove si muovono le stelle. La prevenzione è la strada maestra, per noi, per chi ci sta accanto e per la collettività. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la “Promozione della Salute” si costruisce nel “dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della propria salute e per migliorarla; per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, la persona o il gruppo deve essere in grado di definire e concretizzare le aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni e di modificare l’ambiente, così da adattarvisi”.

Si tratta dunque di un concetto “olistico”, nel quale pesa non solo la qualità e l’accesso alle cure, ma anche un insieme di variabili di “umanità” (psicologiche, sociali, ambientali ed economiche) che aiutano la persona a difendere il proprio benessere complessivo. Il concetto è coltivato in sede europea, con la strategia “Salute 2020” e in Italia col programma “Guadagnare Salute”, per “una nuova cultura della prevenzione”. Nel quale non si fanno solo i “grandi discorsi”, ma si ricorda che esistono quattro principali fattori di rischio ritenuti responsabili del 60% della perdita di anni di vita in buona salute: fumo, alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica.

Ė importante che, con l’occasione del nuovo anno, facciamo una riflessione seria su quest’ultimo aspetto. La nostra salute è forse un dovere, quantomeno verso i nostri cari, ma è anzitutto un diritto, da perseguire tra prevenzione e controlli utili in relazione all’età. Per fare un paragone: i sindacalisti che si occupano di “mobbing” nel mondo del lavoro raccontano, lontano dai microfoni, che esiste una “colpa” frequente anche tra le vittime: quella di non conoscere i propri diritti, omettendo perfino di leggere quel che sta scritto sul loro contratto. L’ignoranza è dunque essa stessa fonte diretta di disagio. Questo riguarda anche e anzitutto la prevenzione e la salute, che ci meritiamo, tutti.