MENU
Influenza in arrivo anche in Italia ma nessun allarme: le stime per la stagione invernale sono in linea con i dati dell'anno precedente.

Tra termometri riesumati e l'imminente arrivo del periodo vaccinale, consigliato tra metà ottobre e fine dicembre, si è già aperta la lunga stagione delle influenze, con qualche segnale preoccupante dall'emisfero meridionale, in particolare dall'Australia, dove la stagione fredda ha conosciuto picchi endemici ben più estesi rispetto agli anni precedenti, col risvolto di un aumento dei ricoveri, specie tra gli anziani, per problemi polmonari. Ad alimentare qualche timore sono anche i numeri sulle prime febbriciattole post-estive, alimentate dagli sbalzi di temperatura e dai ritorni a scuola, sicché almeno 80mila italiani sarebbero già costretti a letto in questi giorni. E i virus identificati sono addirittura 262, che però non rappresentano delle vere e proprie “influenze”, e si differenziano anche per il contesto meteo nei quali prosperano, ossia non il freddo intenso quanto i repentini mutamenti di temperature comunque miti. Ciò detto, a dispetto di qualche titolo giornalistico, l'allarme non c'è, o meglio le stime per la prossima stagione invernale sembrano sostanzialmente ricalcare quelle dell'anno precedente. I ceppi virali saranno gli stessi, quindi noti alla ricerca vaccinale, con una sola novità attesa, ossia l'A/H1N1, detta “Michigan”, del resto già “coperta” dai nuovi vaccini. Nelle parole degli specialisti, si prevede un “anno interpandemico”, di “media entità”, come conferma anche il ministero della Salute. Niente allarmismi, dunque, anche se le proiezioni stesse sulle persone colpite, in linea con i mesi scorsi, sono tutt'altro che esigue. L'influenza in senso stretto colpirà circa 5 milioni di italiani, altri 10 milioni saranno coinvolti da virus parainfluenzali, con conseguenze talora assai pericolose. I “morti di influenza” accertati in senso stretto sono stati 68 nell'ultimo inverno, ma quelli legati a comorbidità sono stimati addirittura a 8mila. La fascia più a rischio rimane quella degli anziani, ai quali è prioritariamente raccomandato il vaccino, la cui efficacia, spiega il presidente dell'Associazione Microbiologi Italiani Pierangelo Clerici, “è stimata al 70-90%”. Tuttavia, l'anno scorso la copertura non ha raggiunto neppure il 50%. “Troppo poco se si pensa che in questa fascia d’età il 10% dei casi di influenza va incontro a complicanze”, segnala lo specialista Fabrizio Pregliasco, dell'Università di Milano. “Tuttavia -conclude il virologo - anche su questo che emergono segnali incoraggianti: dopo una disaffezione per il vaccino antinfluenzale, parallela a quella per gli altri vaccini, ultimamente i dati sono in  miglioramento”.

 

 

Articoli Correlati

x