CAPTOPRIL + IDROCLOROTIAZIDE


Trattamento dell’ipertensione arteriosa
Compresse

A che cosa serve

L’associazione a dosi fisse tra captopril (ACE-inibitore) e idroclorotiazide (diuretico tiazidico) è indicata per il trattamento dell’ipertensione arteriosa nei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente tenuta controllata mediante l’assunzione dei singoli principi attivi.

Quanto ne serve

La somministrazione della combinazione fissa di captopril e idroclorotiazide è di solito raccomandata dopo l’aggiustamento graduale della dose con i singoli componenti. Il dosaggio usuale di mantenimento è di 50/25 mg, una volta al giorno, al mattino. Quando le condizioni cliniche lo consentono, può essere presa in considerazione la possibilità di passare direttamente dalla monoterapia alla combinazione fissa. Il dosaggio di 50/25 mg è destinato ad essere assunto una volta al giorno, in quanto due compresse comporterebbero un dosaggio di idroclorotiazide troppo elevato (50 mg al giorno).

Come e quando si prende

Captopril idroclorotiazide può essere somministrato in singola dose giornaliera, o suddiviso in due dosi, con o senza assunzione di cibo

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

L’associazione captopril idroclorotiazide può dare luogo a effetti indesiderati tipici dei singoli principi attivi che la costituiscono, come tosse, dispnea, vertigini, alterazioni del gusto, cefalea, disturbi del sonno, nausea, vomito, prurito, eruzioni cutanee, ipotensione, iperuricemia, squilibri elettrolitici.
L’associazione è controindicata in caso di angioedema ereditario o idiopatico o correlato a precedente terapia con ACE inibitori, in caso di compromissione renale grave (clearance della creatinina ≤ 30 ml/min) e nelle donne in gravidanza.
Captopril idroclorotiazide interagisce con i diuretici risparmiatori di potassio o gli integratori di potassio, con altri agenti antipertensivi. Farmaci antidepressivi (triciclici) e antipsicotici possono aumentare l’effetto ipotensivo degli ACE-inibitori. Gli ACE inibitori, compreso il captopril, nei diabetici possono potenziare gli effetti dell’insulina e degli antidiabetici orali, come la sulfonilurea, nel diminuire il glucosio nel sangue.
L’idroclorotiazide può intensificare uno squilibrio elettrolitico e in particolar modo indurre una ridotta concentrazione sanguigna di potassio. L’assunzione contemporanea con farmaci antinfiammatori non steroidei può alterare l’equilibrio elettrolitico, in particolare del sodio.


A cura di HPS Health Publishing and Services. Scheda aggiornata il 4 marzo 2015

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