LISINOPRIL + IDROCLOROTIAZIDE


Farmaco essenziale di classe A, erogato gratuitamente al cittadino
Ricetta medica obbligatoria
Compresse da 20 + 12,5 mg

A che cosa serve

Trattamento combinato dell’ipertensione arteriosa.

Quanto ne serve

La posologia abituale è di 1 compressa al giorno.

Come e quando si prende

Si assume con un po’ d’acqua, al mattino o secondo le indicazioni del medico.

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

Lisinopril+Idroclorotiazide è una combinazione farmacologica efficace che unisce un ACE-inibitore (Lisinopril) e un diuretico (Idroclorotiazide).

Gli ACE-inibitori sono medicinali utilizzati da decenni in ambito cardiovascolare che uniscono i vantaggi di una buona efficacia terapeutica e preventiva a quelli di un’ampia esperienza d’uso.

Si tratta di farmaci sicuri, ma che non tutti i pazienti riescono a tollerare, soprattutto ai dosaggi più elevati. Il più frequente e fastidioso effetto collaterale è la tosse secca, che può essere particolarmente insistente durante la notte e indurre alcune persone ad abbandonare il trattamento. Altre reazioni indesiderate comprendono eccessiva riduzione della pressione arteriosa, alterazione della funzionalità renale ed epatica, angioedema, alterazioni della composizione del sangue, disturbi gastrointestinali, sindromi infiammatorie delle vie respiratorie superiori (sinusiti, riniti e mal di gola) e, talvolta, tachicardia.

Sono controindicati in pazienti con malattie reno-vascolari e in presenza di angioedema e non dovrebbero essere utilizzati in gravidanza.

Gli ACE-inibitori possono interagire con altri farmaci: per evitare inconvenienti, prima di assumere medicinali da prescrizione o da banco (OTC) o preparati fitoterapici insieme a Lisinopril è bene informare il medico.

Gli alcolici possono peggiorare gli effetti ipotensivi degli ACE-inibitori e dovrebbero essere evitati durante il trattamento.

NOME PRINCIPIO ATTIVO: LISINOPRIL + IDROCLOROTIAZIDE Cpr

Trattamento dell’ipertensione essenziale
Compresse

A che cosa serve

Lisinopril Idroclorotiazide in associazione a dose fissa (20 mg lisinopril e 12,5 mg idroclorotiazide) è indicato per i pazienti la cui pressione arteriosa non è adeguatamente controllata con lisinopril in monoterapia (o idroclorotiazide in monoterapia).

Quanto ne serve

La dose generalmente raccomandata nei pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata da lisinopril 20 mg in monoterapia.
è di una compressa al giorno dell’associazione lisinopril/idroclorotiazide da 20mg/12,5 mg. Non va superata la dose giornaliera massima di 40 mg di lisinopril/25 mg di idroclorotiazide.

Come e quando si prende

Lisinopril/idroclorotiazide deve essere assunto una volta al giorno, preferibilmente al mattino.

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

Con l’associazione lisinopril/idroclorotiazide ossono verificarsi alcuni effetti indesiderati quali tosse secca e persistente, capogiri, cefalea, ipotensione, talvolta nausea, diarrea.
Il farmaco è controindicato in caso di angioedema ereditario o idiopatico o correlato a precedente terapia con ACE inibitori.
Gli ACE inibitori non devono essere somministrati in gravidanza. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere sospeso immediatamente e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.
Come avviene con altri ACE-inibitori, il lisinopril deve essere somministrato con cautela nei pazienti con stenosi della valvola mitralica e ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, come ad esempio stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica.
Questo prodotto medicinale generalmente non è raccomandato in combinazione con i diuretici risparmiatori di potassio (amiloride, potassio canrenoato, spironolattone, triamterene), sali di potassio e litio. La concomitante somministrazione degli ACE inibitori e di farmaci antidiabetici (insulina, farmaci ipoglicemizzanti orali) può aumentare l’effetto ipoglicemizzante, con rischio di ipoglicemia. Le tiazidi, compresa l’idroclorotiazide, possono causare squilibrio dei liquidi e degli elettroliti (ipokaliemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica). Segni indicatori dello squilibrio di liquidi ed elettroliti sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolori muscolari o crampi, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali come ad esempio nausea e vomito.


A cura di HPS Health Publishing and Services. Scheda aggiornata il 4 marzo 2015

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