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E’ già partita una nuova ondata di calore. I termometri hanno iniziato a schizzare in alto. Una bella notizia per chi questa settimana è in ferie al mare. Tuttavia, il caldo può rivelarsi un nemico piuttosto fastidioso e, a volte anche molto pericoloso. Per questo il ministero della Salute ha pubblicato nel nuovo Piano Nazionale di Prevenzione quali possono essere gli effetti del caldo sulla salute, invitando in questo modo alla prudenza.

 Tra i più comuni pericoli ci sono le eruzioni cutanee. Sono dovute ad una ostruzione dei dotti delle ghiandole sudoripare e può essere accompagnato da infiammazione, prurito e pustole eritematose. “Ad una ostruzione dei dotti delle ghiandole sudoripare e può essere accompagnato da infiammazione, prurito e pustole eritematose”, spiega il ministero. Molto insidiosi anche i crampi di calore che sono causati da uno squilibrio elettrolitico oppure da una carenza di sodio, dovuta alla perdita di liquidi. In questo caso è consigliabile far assumere una posizione con gli arti superiori sollevati di almeno 4 centimetri rispetto al cuore, rinfrescando con acqua fredda le gambe. “Reintegrare i sali minerali persi e reidratare per via orale o endovenosa”, sottolinea il ministero.
L’edema da caldo potrebbe invece rappresentare il campanello di allarme di una problematica ben più grave. “E’ causato da vasodilazione periferica con accumulo di liquido nelle gambe e si tratta di un sintomo da non sottovalutare poiché può essere associato a scompenso cardiaco”, sottolineano gli esperti. Sono più a rischio persone anziane non acclimatate. Ecco cosa fare: spostare la persona in un luogo fresco, tenendo le estremità sollevate ed eseguendo movimenti per favorire il reflusso venoso. Si possono effettuare anche delle docce fredde sulle gambe. Provoca sintomi piuttosto evidenti la lipotimia da caldo. “È un'alterazione transitoria della pressione rispetto ai normali valori, dovuta a vasodilatazione e caratterizzata da vertigini, offuscamento visivo, ipotensione con diminuzione dell'apporto di sangue al cervello”, dice il ministero della Salute. I pazienti hanno una temperatura corporea normale e riprendono coscienza una volta che sono in posizione supina. In questo casi è bene spostare la persona in un luogo fresco, far assumere una posizione supina con le gambe sollevate rispetto al cuore, somministrare una soluzione reidratante.
Si chiama stress da calore quella condizione che si manifesta con grave debolezza, nausea, vomito, cefalea, tachicardia ed ipotensione, confusione, irritabilità. La temperatura corporea può essere leggermente elevata ed è comune una forte sudorazione. “Può essere confusa con una malattia virale ma se questa condizione non viene trattata immediatamente, può progredire fino al colpo di calore”, mettono in guardia gli esperti. La prima cosa da fare è quindi spostare la persona in un ambiente fresco e reintegrare i liquidi; favorire il raffreddamento del corpo togliendo gli indumenti e applicando degli impacchi freddi. Nei casi più gravi, è necessario portare il paziente al pronto soccorso. Infine il caldo può scatenare una condizione di emergenza vera e propria, in cui il ritardato trattamento può portare anche al decesso. E’ il colpo di calore che avviene quando la capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge i 40 gradi. Si può presentare con letargia, nausea, vertigini, iperventilazione, tachicardia, edema polmonare, aritmie e delirio che può progredire fino alla perdita di coscienza. In questi casi è richiesto l'immediato ricovero in ospedale, specialmente quando a essere colpiti sono neonati o anziani.