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E’ vero che il cervello ha bisogno di essere ripulito e questo “lavaggio” avviene ogni notte. Un gruppo di ricercatori della Boston University ha osservato che, mentre si dorme, il sangue presente nel cervello lascia spazio al liquido cerebrospinale, una sostanza incolore che circonda il cervello e il midollo spinale e regola la presenza del sangue nell’encefalo. Questo farebbe pensare a un vero e proprio sistema di pulizia del cervello che consente di eliminare le proteine tossiche che danneggiano la memoria.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è il primo a far notare come questo liquido del cervello arriva a pulsare durante il sonno. Questi movimenti, secondo i ricercatori americani, sono strettamente legati all'attività delle onde cerebrali e del flusso sanguigno. “Sappiamo da un po' che ci sono queste ondate elettriche di attività nei neuroni”, dice la coautrice dello studio Laura Lewis. “Ma prima d’ora non ci rendevamo conto che in realtà ci sono anche onde nel liquido cerebrospinale”, aggiunge. Secondo gli studiosi questo lavoro potrebbe portare a tutta una serie di nuove intuizioni su una varietà di disturbi neurologici e psicologici che sono spesso associati a disturbi del sonno, tra cui l’autismo e il morbo di Alzheimer.

Inoltre l’accoppiamento delle onde cerebrali con il flusso di sangue e il liquido cerebrospinale potrebbe fornire spunti anche su alcune problematiche legate all’invecchiamento.

Un altro recente studio ha scoperto che il sonno profondo è in grado di “rigenerare” un cervello ansioso. La ricerca dell’Università della California di Berkeley, pubblicata sulla rivista Nature Human Behaviour, sembra quindi dare ragione a William Shakespeare che nel Macbeth si riferiva al sonno come “balsamo di menti ferite”. Al contrario, una notte in cui si dorme bene stabilizza le emozioni, mentre una insonne può innescare un aumento del 30% dei livelli di ansia. I ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare un cervello ansioso è proprio quello ad onde lente a movimento oculare non rapido (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neuronali diventano altamente sincronizzate e frequenza cardiaca e pressione sanguigna calano. “Abbiamo identificato una nuova funzione del sonno profondo - evidenzia l’autore senior dello studio Matthew Walker - che riduce l’ansia durante la notte riorganizzando le connessioni nel cervello. Il sonno profondo sembra essere un ansiolitico naturale, a condizione di dormire bene e a sufficienza ogni notte”.