Farmaci in dono, oltre la Giornata


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Se “la salute è la prima cosa”, l’offerta di un medicinale è il più nobile dei doni, specie in tempi di difficoltà economiche. “Italia campione della solidarietà”, titolammo esattamente un anno fa, sulla scia degli ottimi esiti della Giornata di Raccolta del Farmaco. E se era vero allora, oggi lo è ancor di più. Alla diciassettesima edizione della ricorrenza annuale, celebratasi lo scorso 11 febbraio, la generosità ha fatto segnare nuovi e impressionanti record, pur nel silenzio di larga parte dei media – a fronte di un evento che aveva l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica e la collaborazione di istituzioni, aziende produttrici e rappresentanze professionali dei farmacisti.

In poche ore sono state raccolte oltre 370mila confezioni di medicinali, ossia il 4,6% in più rispetto alla Giornata del 2016, con identico incremento delle farmacie coinvolte su quasi tutto il territorio nazionale, 3850, con per giunta la donazione di quasi 600mila euro da parte dei farmacisti stessi.

Dietro al lavoro delle farmacie c’è però anzitutto quello di oltre 14mila volontari, nonché dei 1723 enti caritativi convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus, che dal 2000 promuove l’iniziativa, e negli anni successivi l’ha anche “esportata” in altri paesi europei, africani e asiatici. E l’impatto è enorme, considerando la stima di più di 580mila beneficiari italiani dell’aiuto, segnando anche qui un progressivo incremento rispetto agli anni precedenti. 

La solidarietà cresce, dunque, ma anche la povertà sanitaria. "Nonostante siano tantissimi i farmaci raccolti durante la Giornata copriranno solo una parte di quel bisogno”, ricorda Paolo Gradnik, presidente di Banco Farmaceutico. Quel bisogno è conteggiato in oltre un milione di confezioni e, tra i problemi economici delle famiglie e i tagli alla spesa sanitaria, segna un’allarmante escalation. Solo l’anno scorso la richiesta di farmaci è salita del 16%, e le persone assistite addirittura del 37,4%. Non è solo un tema di “povertà assoluta” (che coinvolge oltre 4 milioni e mezzo di italiani), ma anche di quella relativa, tale da indurre oltre 12 milioni di persone – secondo un recente dossier dello stesso Banco Farmaceutico – a limitare le visite e i medicinali.

E’ dunque un tema drammaticamente esteso, che coinvolge l’intera politica sanitaria e le esigenze (riconosciute anche dall’Agenzia Italiana del Farmaco, Aifa) di promuovere tra l’altro il ricorso ai medicinali che costano meno a parità di efficacia e sicurezza terapeutica, ossia i generici. Ed è un tema che non si risolve in una Giornata. Si può donare, sempre. Esiste anche un’app, chiamata “DoLine”, e soprattutto ci sono nelle farmacie aderenti degli appositi contenitori per la raccolta. “Donare un caffè” quando ci rechiamo al bar, anche lasciandolo al consumo di ignoti bisognosi, è una bellissima tradizione italiana. Si sappia per bene che possiamo fare lo stesso anche con i farmaci.