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Viene definita “una delle scoperte più importanti nella storia della ricerca oncologica”. Arriva da Napoli, dagli scienziati del Tigem (Istituto Telethon di Genetica e Medicina), in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia.

Viene definita “una delle scoperte più importanti nella storia della ricerca oncologica”. Arriva da Napoli, dagli scienziati del Tigem (Istituto Telethon di Genetica e Medicina), in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia, meritando la pubblicazione anche nella prestigiosa rivista internazionale Science. La novità è nell’individuazione di una sorta di “interruttore” biologico, responsabile della proliferazione incontrollata delle cellule tumorali, “spento” il quale la crescita cancerogena stessa verrebbe bloccata.

Al cuore della scoperta, giunta al culmine di un percorso decennale, c’è lo studio dei cosiddetti “lisosomi”, micro-organi cellulari che funzionano come dei veri e propri “termovalorizzatori”, sprigionando energie (da molecole “dormienti”) quando mancano, ad esempio in assenza di cibo o nel contesto di un esercizio fisico prolungato. L’aspetto cruciale è che tale meccanismo invece si arresta automaticamente col ripristino dell’alimentazione e del riposo. Ebbene, è emerso che il “blocco” dei lisosomi fa inceppare tale dinamica, e induce alla replicazione e alla crescita delle cellule cancerogene, in particolare di melanomi e tumori al rene e al pancreas. Specularmente, il loro “sblocco” ferma l’avanzata tumorale, ripristinando tale meccanismo difensivo del corpo.

Sono diversi gli aspetti suggestivi di tale studio, oltre che promettenti. In generale, è interessante la sua metodica, che fa leva sugli aspetti endogeni delle capacità difensive del corpo, sicché l’orizzonte farmacologico diventa quello del loro ripristino. Più specificamente, l’analisi dell’attività dei lisosomi (e delle situazioni di loro malfunzionamento) è scaturita dallo studio di malattie cosiddette “rare”, già rivelatosi prezioso per la comprensione di altre patologie diffuse.

“Basti ricordare come le statine, farmaci comunemente usati per abbassare i livelli di colesterolo, siano stati sviluppati a partire dallo studio di una condizione rara, l'ipercolesterolemia familiare”, nota Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon (co-finanziatrice del progetto, insieme all’Airc). Ora si tratta di arrivare al dunque, specificando i rapporti di causa ed effetto, nonché i relativi antidoti. Sicché si va avanti, anche con annunciati contributi regionali.