Afa e anziani. Consigli sanitari (ma il primo è: non lasciamoli soli!)


GettyImages-153493688

Nel rituale dei suggerimenti sanitari in tempi di torrida calura le indicazioni più ricorrenti sono quelle rivolte alla popolazione anziana. Non fa eccezione quest’estate, ritenuta “tra le più afose della storia”. Solo che ai sacrosanti consigli ai singoli va aggiunta una priorità superiore, ossia l’importanza di non lasciare gli anziani da soli. C’è chi si muove su questo, ed è il caso, tra gli altri, della Comunità di Sant’Egidio nell’area romana.

Il tema è vastissimo, in quanto le persone in età avanzata che vivono da sole in Italia sono quasi quattro milioni. E sono (assieme ai bambini) le più esposte ai problemi di disidratazione e di colpi di calore, che vanno ad aggiungersi alle pregresse debolezze e, talora, patologie. Anche Federanziani ha proposto un “decalogo” che ricorda i comportamenti corretti per difendersi dalle alte temperature. 

Paletti forse scontati, ma non sempre osservati, sicché è bene ricapitolarli. Evitare le uscite nelle ore più calde, specie nelle zone molto trafficate. Bere tanto (acqua anzitutto, e comunque non alcolici), almeno un litro e mezzo di liquidi per reintegrare i sali minerali. Alleggerire i pasti, bene i carboidrati, la frutta fresca, la verdura di stagione, male i fritti e gli altri preparati grassi. Poi, naturalmente, aprire le finestre ma non nelle ore più calde della giornata, usare gli occhiali da sole (e le creme protettive della pelle, se si sta in spiaggia), e abiti leggeri con preferenza per le fibre naturali. Ancora, non trascurare le cure mediche o farmacologiche, come si tende spesso a fare d’estate, se non su consiglio medico.

Poi c’è il consiglio di cercare riparo vacanziero in luoghi freschi, ma il fatto è che tanti non possono permetterselo. E qui entra il nodo della necessaria solidarietà. “Più che il caldo è spesso l’isolamento sociale a fare vittime”, nota la Comunità di Sant’Egidio, con un appello a tutti a prestare attenzione agli anziani, parenti, ma anche vicini di casa, nonché persone incontrate in strada che vediamo in difficoltà.

A tal fine si inserisce il programma “Viva gli Anziani”, allestito dall’organizzazione già dal 2004 nella capitale, per una presa in carico che prevede un sistema articolato di sostegno, tra assistenza domiciliare, attivazione di reti sociali di supporto, monitoraggio sulla salute. Muovendo da una priorità: quella appunto di non lasciare nessuno da solo, che è il primo degli accorgimenti sanitari.