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In futuro la fobia delle punture sarà solo un vecchio ricordo, così come la classica siringa un vecchio cimelio. Un gruppo di ricercatori della Texas Tech University ha messo a punto un laser in grado di iniettare liquidi ad alta velocità. Una sorta di siringa laser, che sarebbe stata presentata al meeting dell’American Physical Society in Colorado, rimandato però a causa dell’emergenza coronavirus. Gli scienziati hanno testato questo speciale sistema laser su materiali molto simili alla pelle umana con risultati davvero promettenti.

“Il dispositivo funziona focalizzando un raggio laser su un liquido contenuto in un tubo di vetro”, spiega Pankaj Rohilla della Texas Tech University, sostenendo che il loro metodo potrebbe rivelarsi un'alternativa alle iniezioni convenzionali una volta superati tutti i test. “Una parte di liquido si riscalda e viene vaporizzata, formando una sorta di bolla, e la pressione che si genera porta il liquido ad entrare nella pelle a una velocità che può raggiungere i 300 metri al secondo”, aggiunge Jeremy Marston, coautore e collega di Rohilla. “Il getto è largo meno di un decimo di millimetro, così da ridurre al minimo la superficie di impatto sulla pelle e prevenire dolore ed ecchimosi”, affermano i ricercatori. Stando ai risultati riportati dal New Scientist, il liquido sarebbe in grado di raggiungere quattro millimetri di profondità, ed è stato testato su un gel che riproduce la consistenza e la resistenza della pelle umana.

“Quando lo abbiamo sperimentato su un suino, il liquido ha raggiunto la zona dove solitamente vengono rilasciati i farmaci con le iniezioni sottocutanee. Per noi si tratta di risultati entusiasmanti. Il prossimo passo sarà la sperimentazione su pelle umana”, prosegue Rohilla, specificando che le iniezioni convenzionali, oltre ad essere dolorose, portano con sé diverse limitazioni, come la belonefobia, la paura degli aghi che si presenta su una persona ogni dieci. “Grazie a questa tecnica anche gli operatori sanitari potranno muoversi con più sicurezza, azzerando il rischio di lesioni da ago. Ma non solo. Il dispositivo dovrebbe essere adatto anche a liquidi più densi e viscosi”, dichiarano i ricercatori. “Questa tecnica potrebbe essere rivoluzionaria per le vaccinazioni al Dna, che richiedono molta più forza per essere somministrate con le iniezioni convenzionali. La tecnologia ha un grande potenziale”, commenta Guido Bolognesi della britannica Loughborough University, aggiungendo però che la tecnologia dovrà assicurare coerenza nei dosaggi indipendentemente dalla conformazione della pelle del paziente.