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Sette o otto ore a notte. Né di più e né di meno. E’ rispettando questi tempi che è possibile proteggere la propria salute cardiovascolare. Sforare le 8 ore o dormire meno di 7 ore a notte, infatti, influisce negativamente sulla rigidità delle arterie, che a sua volta aumenta le probabilità di sviluppare malattie cardiache o di avere un ictus. A dimostrarlo è stato uno studio condotto da Evangelos Oikonomou, scienziato della Yale University, che suggerisce di raggiungere e mantenere la giusta quantità di sonno a notte. I risultati sono stati presentati al meeting annuale dell’American College of Cardiology, il più importante congresso di cardiologia del mondo.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno valutato il modello di sonno di 1.752 persone di età compresa tra i 40 ai 98 anni, che vivono a Corinthia, in Grecia. I partecipanti sono stati divisi  in quattro categorie: chi dormiva da 7 a otto ore a notte, chi dormiva da sei a sette ore a notte, chi dormiva meno di sei ore a notte e chi dormiva oltre le otto ore a notte. Inoltre, ogni partecipante è stato sottoposto a un esame specifico per misurare lo spessore della parte interna della parete arteriosa. L’ispessimento delle pareti arteriose, infatti, riflette l’accumulo di placca aterosclerotica che a sua volta è associato a un aumento del rischio di ictus e di altri eventi cardiovascolari. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto un modello a forma di “U” tra la durata del sonno e i primi indicatori di aterosclerosi. Lo spessore delle arterie, infatti, è risultato maggiore nelle persone che dormivano meno o più di 7-8 ore a notte, a prescindere da altri fattori di rischio.

In particolare, le persone che dormivano meno di sei ore o più di otto ore a notte avevano probabilità significativamente maggiori di riportare un accumulo di placche aterosclerotiche nelle pareti delle loro carotidi, rispettivamente del 54 e del 39 per cento, in confronto a coloro che dormivano sette o otto ore a notte. “Il messaggio, basato sulle nostre scoperte, è ‘dormite bene, ma non troppo bene’. Dormire troppo poco sembra dannoso per la salute ma anche dormire troppo sembra dannoso”, dice Oikonomou. “A differenza di altri fattori di rischio delle malattie cardiache come l’età o la genetica, le abitudini del sonno possono essere adattate e, anche dopo aver preso in considerazione l’impatto di altri fattori di rischio noti per l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari - ad esempio età, sesso, obesità, fumo, ipertensione, diabete, ipertensione e persino una storia di malattia coronarica - sia dormire poco o troppo può agire come ulteriore fattore di rischio”, conclude.

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