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Dengue, zika e febbre gialla potrebbero diventare malattie molto più frequenti in Europa. Perché, a causa dei cambiamenti climatici, la presenza della zanzara “Aedes aegypti”, responsabile della diffusione di queste malattie, potrebbe diventare molto comune alle nostre latitudini entro il 2030. Almeno secondo le conclusioni di uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori afferenti all’Imperial College di Londra e all’Università di Tel Aviv. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato una serie di studi precedenti. In questo modo sono riusciti a valutare la capacità delle zanzare di prosperare in ambienti diversi, distinguendo due scenari a seconda del livello di emissioni. Ebbene, gli scenari mostrano che la facilità di adattamento dell’insetto ai nostri climi che purtroppo, cambiano in suo favore, potrebbe aumentare al 3,2 per cento per decennio con una situazione di controllo delle emissioni e al 4,4 per cento per decennio nel caso di minore attenzione. “Attualmente Aedes aegypti prospera solo nelle regioni più calde del mondo, come Africa, Amazzonia e Australia settentrionale, ma secondo il nostro modello potrebbe espandersi in Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia entro il prossimo decennio a causa delle temperature più calde, mentre per il 2050 raggiungerebbe anche Cina e Stati Uniti”, spiega Kris Murray, ricercatore dell’Imperial College di Londra.

“Abbiamo studiato vari scenari basati sui tassi annuali di emissioni di gas serra attuali e su un potenziale futuro in cui essi potrebbero diminuire, osservando come questi scenari influenzerebbero il ciclo vitale delle zanzare. Il nostro lavoro - continua lo scienziato - aiuta a rivelare i possibili impatti a lungo termine del riscaldamento globale”. Secondo i ricercatori le zanzare della specie Aedes aegypti potrebbe aver già beneficiato dei cambiamenti climatici in gran parte del mondo. “Secondo i nostri dati gli insetti potrebbero anche accorciare la finestra di letargo a causa dell'aumento delle temperature. Questo implica anche che le aree in cui le zanzare prosperano saranno ancora più a rischio, vista l'esposizione a malattie potenzialmente mortali trasportate dalle zanzare”, aggiunge Takuya Iwamura dell’Università di Tel Aviv.

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