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Una “fabbrica di farmaci” contenuta in un piccolo pomodoro. E’ quanto stanno tentando di fare diversi laboratori di ricerca in tutto il mondo. In particolare, un gruppo di ricercatori del John Innes Center (Regno Unito) ha creato un pomodoro geneticamente modificato arricchito con L-dopa, un farmaco per trattare il morbo di Parkinson. I risultati, pubblicati sulla rivista MetabolicEngineering, aprono la strada a una nuova fonte economica di uno dei farmaci più diffusi al mondo.  In particolare, i ricercatori hanno sviluppato un pomodoro geneticamente modificato per esprimere un gene responsabile della sintesi di L-dopa.

Il pomodoro rappresenta una fonte naturale di L-dopa, sostanza prodotta dalla tirosina, un amminoacido presente in molti alimenti. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno inserito nel pomodoro un gene che codifica per una tirosinasi, un enzima che utilizza la tirosina per creare molecole come L-dopa. “I livelli raggiunti nel frutto del pomodoro erano di circa 150 mg di sostanza per chilo di pomodori e sono paragonabili a quelli

osservati in altre piante di accumulo di L-dopa, senza però gli effetti collaterali che hanno in precedenza ostacolato la produzione metabolica vegetale del farmaco”, dice Cathie Martin del John Innes Center. Molte le potenzialità di un approccio così innovativo alla produzione di un farmaco molto utilizzato in tutto il mondo. “Questo approccio potrebbe essere rivoluzionario specialmente nei paesi in cui l’accesso ai farmaci è limitato”, afferma Martin. “Le piante di pomodoro come fonte naturale di L-dopa possono inoltre portare benefici anche alle persone che soffrono degli effetti collaterali dovuti alla sostanza sintetizzata chimicamente”, aggiunge. 

Un altro vantaggio di questo approccio sarebbe il costo contenuto, perché come OGM i pomodori con L-dopa potrebbero essere coltivati con un numero di infrastrutture limitato. “L-dopa è uno dei farmaci essenziali secondo l’Organizzazione mondiale della sanità e il suo valore di mercato è di centinaia di miliardi di dollari”, dice Martin. “Esistono fonti naturali, anche se sono piuttosto rare, come il Mucunapruriens, un legume nativo dell'Africa tropicale e dell'Asia, nei cui semi è presente una concentrazione di L-dopa di circa il 10 per cento, ma si tratta di una pianta ricoperta di peli urticanti che possono causare irritazione e reazioniallergiche, mentre i fagioli possono provocare allucinazioni nei pazienti con malattia di Parkinson”, aggiunge. “Abbiamo dimostrato che è possibile utilizzare i pomodori che esprimono la tirosinasi come fonte di L-dopa – conclude Dario Breitel, collega e coautore dello studio insieme a Martin – si tratta di un’ulteriore dimostrazione del pomodoro come valida opzione per la biologia sintetica. Saranno necessari ulteriori studi, ma credo che si tratti di un risultato davvero significativo”.

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