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Si era rivelato straordinariamente efficace nei topi, contrastandone gli effetti dell'invecchiamento. Ma ora il farmaco anti-età, un composto chiamato nicotinamidemononucleotide (NMN), sembra molto promettente anche per gli esseri umani. NMN è un derivato della niacina ed è stato utilizzato nell’ambito di una ricerca effettuata alla Washington University School of Medicine di St. Louis, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. Si tratta del primo studio clinico randomizzato che esamina gli effetti metabolici della somministrazione di NMN nelle persone.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno osservato che il farmaco ha migliorato la capacità dell'insulina di aumentare l'assorbimento di glucosio nel muscolo scheletrico, che spesso è anormale nelle persone con obesità, prediabete o diabete di tipo 2. In particolare questo effetto è stato osservato su un gruppo di 25 donne in postmenopausa con prediabete. Il farmaco ha anche potenziato l'espressione dei geni coinvolti nella struttura muscolare e nel rimodellamento. “Il nostro studio mostra un effetto benefico del composto sul muscolo scheletrico – afferma Samuel Klein, direttore del Center for Human Nutrition presso la Washington University School of Medicine – ma è prematuro formulare raccomandazioni cliniche basate su questi risultati preliminari”.

L’autore aggiunge che, con i cambiamenti in positivo derivanti dal potenziamento della sensibilità all’insulina, è ragionevole supporre effetti a catena e vantaggi anche in altri marcatori di salute metabolica, che però non sono stati rilevati nella coorte di indagine. I notevoli effetti benefici dell'NMN nei roditori hanno portato diverse aziende in Giappone, Cina e negli Stati Uniti a commercializzare il composto come integratore alimentare, ma non erano ancora stati condotti studi clinici per valutare l’efficacia del composto. Il gruppo di ricerca ha arruolato partecipanti donne per via dei dati preliminari risultanti dal modello murino, secondo cui nei topolini di genere femminile l’efficacia del trattamento era più evidente. L’NMN, aggiungono gli scienziati, è coinvolto nella produzione di un altro composto importante, chiamato nicotinamide adenina dinucleotide (NAD), che svolge un ruolo fondamentale per la salute dell’organismo. I livelli di questo composto diminuiscono con l'età in diverse specie, il che può provocare effetti associati all’invecchiamento, come la resistenza all’insulina. “Questo è un primo passo verso lo sviluppo di trattamenti e metodi antinvecchiamento”,  conclude Shin-ichiroImai, coautore dello studio.

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