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Digiunare per molte ore prima di un pasto potrebbe portare a benefici metabolici molto simili a quello associati a una dieta ipocalorica. Almeno questo è quanto emerso da una serie di esperimenti condotti sui topolini da un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin–Madison. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Medicine, aiutano a comprendere l'importanza del legame tra restrizione calorica e longevità.

Nello studio i topi sono stati suddivisi in tre gruppi in base al regime alimentare fatto seguire. Alcuni esemplari avevano possibilità di accesso illimitato alle proprie razioni di cibo, mentre altri potevano nutrirsi con pasti distanziati di 12 ore l’uno dall’altro. Il terzo gruppo è stato invece spinto a mangiare rapidamente la razione alimentare giornaliera e a restare senza cibo per il resto della giornata. Ebbene, i risultati mostrano che il digiuno è importante per mediare i cambiamenti nella sensibilità all’insulina e nel metabolismo dei nutrienti. Secondo gli scienziati, il digiuno sarebbe in grado di replicare alcuni effetti metabolici e trascrizionali associati alla restrizione calorica, nonostante non vi fosse alterazione nell’apporto totale giornaliero di calorie.

"È noto, infatti che la restrizione calorica potrebbe favorire un invecchiamento sano in molte specie", dicono i ricercatori. "Questi risultati potrebbero fornire importanti informazioni preliminari sui meccanismi di regolazione della salute metabolica e sulla longevità", aggiungono. Saranno necessarie ulteriori ricerche prima di estendere tali risultati al metabolismo umano, ma questo lavoro, concludono gli scienziati, potrebbe rappresentare la base per studi futuri riguardanti gli effetti metabolici, molecolari e geroprotettivi di regimi alimentari orientati al digiuno prolungato.

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