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Non è tanto il tempo trascorso su pc, tablet, smartphone o tv, quanto piuttosto il media multitasking ad avere un impatto sulla capacità di attenzione dei bambini, così come sullo stress in generale e il sonno. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio multidisciplinare condotto dalle università di Ginevra e del Lussemburgo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One. Livelli più elevati di media multitasking sono stati associati a disturbi del sonno, a comportamento peggiori, a maggiori livelli di disagio psicologico e a livelli di attenzione inferiori nei bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Tuttavia, secondo i ricercatori, i videogiochi hanno ridotto i livelli di stress e hanno migliorato il controllo dell'attenzione.

Per lo studio, gli autori hanno arruolato 57 ragazze e 61 ragazzi di una scuola pubblica di Ginevra. I partecipanti avevano un'età media di 10,3 anni. Ai genitori è stato chiesto di compilare questionari sul consumo dei media, le abitudini del sonno, l'attenzione e il comportamento. Agli insegnanti è stato anche chiesto di compilare questionari su attenzione e comportamento. L'attenzione è stata misurata con tre diversi test cognitivi. “Sosteniamo, come molti prima di noi, che il tempo totale sui media non è una metrica sufficiente”, spiegano i ricercatori. In questo studio, il media multitasking - cioè la quantità di media aggiuntivi utilizzati mentre si sta usando già un mezzo digitale primario - è aumentato con l'età.

A 8 anni, i bambini trascorrevano in media 4 ore e 28 minuti sui media digitali al giorno. A 12 anni, quel dato è quasi raddoppiato a 8 ore e 14 minuti. I ricercatori hanno scoperto che l'uso della tecnologia non ha una relazione diretta con il rendimento scolastico, ma il media multitasking può avere un impatto indiretto. Livelli più elevati di media multitasking sono associati a un sonno peggiore e a un maggiore utilizzo dei media, che a loro volta sono associati a problemi comportamentali e a un livello di attenzione peggiori. Quindi, il comportamento simile al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è stato associato a voti più bassi, con conseguente relazione indiretta tra il media multitasking e le prestazioni scolastiche.

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