Una ricerca guidata dall’Istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli (Cnr-Igb) , in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la svedese Lund University, ha individuato il ruolo chiave di un tipo di RNA non codificanti - cioè molecole di RNA che non producono proteine, ma svolgono ruoli altrettanto fondamentali nel funzionamento delle cellule - e costituiscono una frontiera ancora in gran parte inesplorata della biologia molecolare.
Lo studio, pubblicato sulla rivista EMBO Journal, si concentra su una precisa categoria di RNA non codificanti, ovvero gli ultraconserved RNAs (RNA ultraconservati), così chiamati perché la loro sequenza è rimasta invariata nel corso dell’evoluzione ed infatti è identica in specie diverse, come topo, ratto e uomo. L’estrema conservazione di queste molecole ha suggerito che potessero essere coinvolte nella regolazione di uno dei processi biologici più importanti e complessi: lo sviluppo embrionale.
Per studiare una specifica molecola della famiglia degli RNA ultraconservati, chiamata T-UCstem1, i ricercatori e le ricercatrici hanno utilizzato un innovativo modello di organoidi embrionali - i gastruloidi - ottenuti in laboratorio a partire da cellule staminali embrionali di topo capaci di riprodurre in vitro gli eventi chiave della gastrulazione, una delle fasi cruciali dello sviluppo embrionale dei mammiferi.
I risultati mostrano che T-UCstem1 svolge una funzione regolatoria chiave nell’organizzazione dell’embrione: controlla l’espressione di geni cruciali per la definizione dell’asse embrionale e per la corretta organizzazione dei tessuti. Capire meglio questi potrebbe aiutare in futuro a comprendere le cause di alcune malattie congenite e dell’infertilità e sviluppare di conseguenza nuove strategie di prevenzione e trattamento.




