L’innalzamento delle temperature aumenta la capacità di trasmissione delle arbovirosi perché favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare e la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile, malattie trasmesse da insetti vettori. Per ogni grado di temperatura in più, nella fascia tra i 23 e i 32 gradi centigradi, sale infatti di oltre il 20% in media la trasmissibilità. Il dato è emerso nel corso del congresso dedicato alle arbovirosi e alle sfide ad esse connesse organizzato a Verona dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.
“Le arbovirosi - dichiara Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar - non sono più eventi importati e sporadici, ma si stanno progressivamente stabilizzando nel nostro territorio, sostenute da un cambiamento climatico che amplia le aree geografiche esposte. Rappresentano dunque un gruppo di malattie importanti per la salute pubblica e il dato secondo cui per ogni grado di temperatura in più aumenta di oltre il 20% il rischio di trasmissione di quelle principali, è rilevante e in linea con tre studi internazionali pubblicati su Frontiers in Climate, Tropical Medicine and Infectious Disease e Parasitology & Vector-Borne Diseases”.
Nel primo lavoro, i ricercatori, da un’analisi di 45 studi condotti nei Paesi a più alta incidenza di Dengue, Brasile, Indonesia e India, hanno evidenziato l’associazione tra variabili climatiche e incidenza della malattia, calcolando un rischio del 16% in più per ogni grado in più di temperatura. Nel secondo relativo a 1145 casi di West Nile registrati in Italia tra il 2012 e il 2020 è stato identificato un aumento del 32% di rischio di ammalarsi per ogni grado in più. L’ultimo studio ha confermato la maggior capacità delle zanzare di trasmettere anche la Chikungunya al di sopra dei 28 gradi. Di fronte a questo scenario serve secondo gli esperti un monitoraggio costante e una prevenzione continua e strutturata è possibile intercettare precocemente i segnali di rischio prima che si trasformino in focolai diffusi.




