Dopo la menopausa, le ovaie non diventano inutili, ma assumono una funzione immunitaria. È quanto emerge da un nuovo studio guidato da Francesca Duncan della Northwestern University Feinberg School of Medicine e pubblicato su Molecular Human Reproduction. Cinque anni fa, Duncan si è unita a un ampio progetto dei National Institutes of Health (NIH) per studiare le cellule che entrano in uno stato di non divisione noto come senescenza.
Per studiare più a fondo i cambiamenti ovarici legati all’età, i ricercatori si sono rivolti ai topi da laboratorio. Anche le ovaie di questi animali cessano di funzionare verso la fine della loro vita, che dura circa due anni, sebbene i topi non presentino i bruschi cali di estrogeni e altri sintomi tipici della menopausa umana. Il gruppo ha prelevato le ovaie da topi giovani, da topi al termine del periodo riproduttivo e da topi in età post-riproduttiva. Per ciascun animale, hanno sequenziato l’RNA di un’ovaia per misurarne l’espressione genica. Nell’altra, hanno condotto un’analisi visiva microscopica del tessuto per identificare le diverse popolazioni cellulari e misurare lo sviluppo della fibrosi, un accumulo di tessuto indurito che si verifica naturalmente con l’età.
Le analisi delle ovaie post-riproduttive hanno rivelato la presenza di vari tipi di cellule immunitarie a livelli più elevati rispetto a quelli tipici dei topi più giovani. Le ovaie degli animali più anziani hanno inoltre mostrato una maggiore attività dei geni che codificano diversi composti pro-infiammatori, molecole immunitarie che potrebbero essere secrete nel flusso sanguigno e raggiungere altre parti del corpo. Non è ancora chiaro se le ovaie in età avanzata svolgano effettivamente una qualche forma di segnalazione immunitaria o se diventino semplicemente un serbatoio involontario di cellule immunitarie. Secondo Duncan, questa scoperta potrebbe contribuire a spiegare perché le donne tendono ad essere meno sane degli uomini con l’avanzare dell’età, pur vivendo più a lungo. L’ovaio, dopo la menopausa, potrebbe secernere molecole che predispongono all’infiammazione cronica durante la menopausa.




