Vivere vicino a impianti industriali che rilasciano sostanze inquinanti nelle acque è associato a una maggiore probabilità di sviluppare la paralisi sopranucleare progressiva (PSP), una rara malattia neurodegenerativa con sintomi simili al Parkinson. È quanto emerge da uno studio guidato da Charlie Weige Zhao, della Harvard Medical School di Boston, pubblicato sulla rivista Neurology. La ricerca ha coinvolto oltre 500mila persone nel Regno Unito, seguite per un massimo di 25 anni.
Durante il periodo di osservazione, 221 partecipanti hanno sviluppato la PSP. Ogni caso è stato confrontato con dieci persone della stessa età e dello stesso sesso senza diagnosi della malattia. I ricercatori hanno analizzato la distanza delle abitazioni dagli impianti industriali che dichiaravano emissioni di sostanze inquinanti. Dopo aver corretto i dati per età, sesso e istruzione, la residenza entro circa cinque chilometri da impianti che rilasciavano pesticidi è risultata associata a una probabilità relativa di PSP superiore del 66%. Gli aumenti erano del 60% per gli inquinanti inorganici, del 52% per le sostanze organiche e del 38% per i metalli pesanti.
Non sono emerse associazioni statisticamente significative per i solventi clorurati e gli inquinanti organici persistenti. I ricercatori hanno inoltre osservato alcuni segnali di riduzione del rischio all’aumentare della distanza dagli impianti, fino a circa dieci chilometri. Gli autori precisano che lo studio non dimostra un rapporto causale: l’esposizione individuale agli inquinanti non è stata misurata direttamente e diversi impianti rilasciavano più categorie di sostanze. Il rischio assoluto di sviluppare la PSP rimane basso.




