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CONOSCI I PRINCIPI ATTIVI

 Il principio attivo è il vero cuore del farmaco, la sostanza con il potere terapeutico.
Vuoi sapere quali sono i principi attivi alla base dei medicinali più usati?
In questa sezione puoi trovare tutte le informazioni sui principi attivi utili al trattamento delle patologie più comuni.

I testi contenuti in questa sezione sono realizzati da Egualia sintetizzano le informazioni
desunte dai Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) e dei Fogli Illustrativi (FI)
aggiornati dei farmaci autorizzati in Italiacontenuti nella Banca Dati AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

(ultimo aggiornamento: marzo 2021)

Controllo dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male)
Soluzione iniettabile

A che cosa serve

Fenitoina è indicata per il controllo dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male) e per la prevenzione e il trattamento di crisi che compaiono durante o dopo interventi di neurochirurgia e/o gravi traumi cranici. Il farmaco è impiegato nel trattamento di aritmie cardiache quando la terapia di primo intervento risulta inefficace. Fenitoina è di particolare valore quando queste aritmie sono indotte da digitale

Quanto ne serve

In un paziente con crisi epilettiche continue una dose di attacco di 10-15 mg/kg di fenitoina deve essere iniettala per via endovenosa lenta ad una velocità non superiore a 50 mg per minuto (ciò richiede circa 20 minuti in un soggetto di 70 kg). La dose di attacco deve essere seguila da dosi di mantenimento di 100 mg per via orale o endovenosa ogni 6-8 ore.

Come e quando si prende

Fenitoina deve essere iniettata lentamente direttamente in una grossa vena mediante un grosso ago o un catetere endovenoso.
Ogni iniezione endovenosa di fenitoina deve essere seguita da una iniezione di soluzione fisiologica sterile attraverso lo stesso ago o catetere per evitare l'irritazione venosa locale dovuta all'alcalinità della soluzione.
Le infusioni continue devono essere evitate. L'aggiunta di fenitoina a soluzioni per infusione endovenosa non è raccomandata a causa di probabile cristallizzazione della fenitoina.

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

L’uso di fenitoina può dare luogo ad alcuni effetti indesiderati. Effetti sistemici: reazioni anafilattiche. Segni di tossicità sono associati con depressione cardiovascolare e del sistema nervoso centrale. Cardiovascolare: aritmie atriali e ventricolari, ipotensione che può provocare collasso cardiovascolare in casi gravi. Respiratorio: alterazioni della funzione respiratoria incluso arresto respiratorio. Sistema nervoso centrale: sonnolenza, nistagmo, vertigine, parestesie, capogiri. Tali sintomi sono solitamente transitori. Sono state anche segnalate crisi toniche. Sono stati anche riportati rari casi di discinesia indotta dalla fenitoina, comprendenti corea, distonia e tremori, simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici. La fenitoina è controindicata nelle bradicardia sinusale, nel blocco seno-atriale, nel blocco atrio-ventricolare (A-V) di secondo e terzo grado e nei pazienti con sindrome di Adams-Stokes. E’ generalmente controindicata in gravidanza e allattamento Farmaci che possono aumentare i livelli sierici difenitoina: cloramfenicolo, alcune sulfonamidi, dicumarolo, disulfiram, triclopidina, alcool (assunzione acuta), azapropazone, salicilati, alotano, eritromicina, isoniazide, felbamato, succinimidi, floconazolo, ketoconazolo, miconazolo, itraconazolo, clordiazepossido, diazepam, metilfenidato, trazodone, vilossazina, agenti cardiovascolari quali amiodarone, diltiazem e nifedipina, cimetidina, ormoni (quali gli estrogeni), tolbutamide, sultiamina, fenilbutazone, omeprazolo, fluoxetina, fluvoxamina e sertralina. Farmaci che possono diminuire i livelli sierici di fenitoina: carbamazepina, abuso cronico di alcool, acido folico, rifampina, ciprofloxacina, vigabatrin, sucralfato, teofillina, agenti iperglicemizzanti (quali diazossido)