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CONOSCI I PRINCIPI ATTIVI

 Il principio attivo è il vero cuore del farmaco, la sostanza con il potere terapeutico.
Vuoi sapere quali sono i principi attivi alla base dei medicinali più usati?
In questa sezione puoi trovare tutte le informazioni sui principi attivi utili al trattamento delle patologie più comuni.

I testi contenuti in questa sezione sono realizzati da Egualia sintetizzano le informazioni
desunte dai Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) e dei Fogli Illustrativi (FI)
aggiornati dei farmaci autorizzati in Italiacontenuti nella Banca Dati AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

(ultimo aggiornamento: marzo 2021)

Trattamento dell’epilessia
Compresse

A che cosa serve

Oxcarbazepina è indicata per il trattamento delle crisi epilettiche parziali con o senza generalizzazione secondaria in crisi tonico-cloniche. L’oxcarbazepina è indicata per l’uso come monoterapia o come terapia aggiuntiva in adulti e bambini di 6 anni e oltre.

Quanto ne serve

La terapia con oxcarbazepina deve iniziare con una dose di 600 mg/die (8-10 mg/kg/die) suddivisi in due somministrazioni. Se indicato da un punto di vista clinico, la dose può essere aumentata con incrementi massimi di 600 mg/die a intervalli di circa una settimana, a partire dalla dose iniziale, fino a raggiungere la risposta clinica desiderata. Gli effetti terapeutici si ottengono a dosi tra 600 mg/die e 2400 mg/die.

Come e quando si prende

L’oxcarbazepina può essere presa con o senza cibo. Le compresse hanno una linea di frattura e possono essere divise in 2 metà al fine di rendere più facile la deglutizione da parte del paziente. Per i bambini che non possono ingerire le compresse o in cui la dose richiesta non può essere somministrata usando le compresse, sono disponibili altre forme farmaceutiche contenenti oxcarbazepina.

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

Possibili effetti indesiderati con oxcarbazepina sono rappresentati da stato confusionale, depressione, apatia, agitazione (es. nervosismo), visione annebbiata, disturbi visivi, sonnolenza, cefalea, capogiri. atassia, tremore, nistagmo, disturbi dell’attenzione, amnesia, capogiri, vertigini, nausea, vomito, affaticamento.
Se una donna in trattamento con oxcarbazepina inizia una gravidanza o prevede di iniziarla, l’uso di questo prodotto deve essere attentamente rivalutato.
Deve essere somministrata la dose minima efficace e quando possibile, la monoterapia deve essere preferita, almeno durante i primi tre mesi di gravidanza.
Le pazienti devono essere avvertite riguardo alla possibilità di un aumentato rischio di malformazioni e gli deve essere fornita l’opportunità di uno screening prenatale.
Durante la gravidanza una terapia antiepilettica efficace con oxcarbazepina non deve essere interrotta, poiché l’aggravamento della malattia è dannoso sia per la madre sia per il feto.
L’associazione di litio e oxcarbazepina può causare un aumento della neurotossicità.