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La terapia contro il virus dell’Aids potrebbe essere efficace anche contro la sclerosi multipla.

Alcuni ricercatori inglesi e australiani delle università di Oxford, Londra e Sidney hanno scoperto che le persone infettate dall’Hiv e curate per questa infezione hanno un rischio molto più basso di sviluppare la sclerosi multipla, anche se non è ancora chiaro se ciò dipenda dal virus o dai farmaci antiretrovirali. E' quando sostiene lo studio pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry. Lo studio che ha rilevato i potenziali e inaspettati benefici dei farmaci antiretrovirali, ha preso le mosse dalla scoperta di un paziente sieropositivo e con la malattia neurologica, il quale non ha avuto alcun sintomo della sclerosi per oltre 12 anni. Un'analisi dei pazienti sieropositivi inglesi tra il 1999 e 2011 ha riscontrato un'associazione negativa tra infezione da Hiv e sclerosi multipla. In particolare i ricercatori hanno passato in rassegna i dati relativi a oltre 21mila persone sieropositive per l’Hiv, confrontandoli con un gruppo di oltre 5 milioni di non sieropositivi. Si è così osservato che quelli infetti avevano il 62% in meno di probabilità di ammalarsi di sclerosi multipla rispetto alle persone che non avevano il virus.

''Se futuri studi dimostreranno un effetto protettivo causale tra l'Hiv e i suoi farmaci - si legge nello studio - questo potrebbe essere il maggior fattore protettivo mai osservato per la sclerosi multipla''. Secondo gli studiosi, andrebbe ricercato nell'indebolimento del sistema immunitario nei sieropositivi il motivo per cui viene prevenuto lo sviluppo della sclerosi, mentre gli antiretrovirali potrebbero agire sopprimendo altri agenti patogeni virali forse implicati nella malattia. Una notizia comunque rassicurante che rilancia il ruolo cruciale della terapia antiretrovirale oggi offerta ai pazienti anche con farmaci equivalenti.

sclerosi multipla equivalente

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