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Tre milioni e mezzo di donne e un milione di uomini. Sono i numeri dell’osteoporosi in Italia secondo le stime emerse dal Congresso mondiale su osteoporosi, osteoartrite e disturbi dei muscoli e delle ossa tenutosi a Milano. L’evento, organizzato da Iof (International osteoporosis foundation) ed Esceo (European society for clinical and economic aspects of osteoporosis and osteoarthritis) ha riunito nel capoluogo lombardo 3 mila specialisti da tutto il mondo.

L’osteoporosi è una delle patologie muscolo-scheletriche che, secondo il Global Burden of Diseases Study, sono responsabili sempre più spesso di disabilità per i pazienti, con un tasso di crescita di conseguenze invalidanti del 45% negli ultimi vent’anni. In particolare, l’osteoporosi severa (complicata da fratture), se non trattata in modo efficace, è tra le cause più invalidanti e in grado di pregiudicare la qualità della vita. Inoltre, comporta enormi costi per le comunità e per i sistemi sanitari nazionali, con una crescita di spesa prevista di circa il 25% entro il 2025 solo in Europa.  

“L’incidenza dell’osteoporosi è in aumento – spiega Giancarlo Isaia, presidente Siommms e direttore del Dipartimento di Geriatria e Malattie metaboliche dell’osso all’ospedale Molinette di Torino – e si stima che oggi ne siano affetti in Italia circa 3.5 milioni di donne e un milione di uomini, facendo emergere l’allarme per una grave pandemia silenziosa che va quindi trattata come una patologia di priorità sanitaria e sociale”. La terapia di questa malattia del metabolismo osseo può oggi contare anche su farmaci equivalenti di provata efficacia, di elevata qualità e costo vantaggioso.

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