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Anche se in questa grave emergenza sanitaria mantenere le distanze è fondamentale per proteggersi dal nuovo coronavirus, sarebbe bene ingegnarsi per contrastare la solitudine e l’isolamento sociale. Non solo per migliorare il proprio umore e aumentare la propria resilienza dinanzi alle prossime settimane di quarantena che ci aspettano, ma soprattutto perché l’isolamento e la solitudine possono nuocere alla salute favorendo uno stato di infiammazione cronica. Un ampio studio condotto dalla University of Surrey e dalla Brunel University, entrambe in Gran Bretagna, ha suggerito infatti che l’isolamento e la solitudine favoriscono l’infiammazione cronica, aumentando così il rischio di sviluppare diverse patologie, come quelle cardiovascolari, il diabete, la demenza e la depressione. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral Reviews.

Lo studio si è basato sulla revisione di un totale di 30 ricerche già pubblicate che hanno come argomento appunto l'isolamento sociale e la solitudine. Ebbene, i ricercatori britannici hanno trovato che in tutti i dati esaminati l’isolamento sociale, e solo in parte la solitudine, si associa ad aumentati valori di proteina C-reattiva, la cui concentrazione nel sangue si misura di routine nelle analisi cliniche proprio per valutare lo stato infiammatorio di un paziente. Non solo. L’isolamento sociale e la solitudine sono risultate collegate anche a un aumento del fibrinogeno, una molecola che favorisce la coagulazione del sangue. Questo perché, secondo gli studiosi, la solitudine può portare ad un aumentato stato di infiammazione cronica per via dello stress associato alla condizione di isolamento. Il perpetuarsi di una condizione di stress, infatti, è stato più volte associato a disfunzioni del sistema immunitario ed elevati livelli di infiammazione.

“È stato dimostrato che la solitudine e l’isolamento sociale aumentano il nostro rischio di avere una cattiva salute”, dichiara Kimberley Smith, ricercatrice presso l’University of Surrey. “Molti ricercatori suggeriscono che parte del motivo sia dovuto al fatto che influenzano la risposta infiammatoria del corpo. Le evidenze che abbiamo esaminato - continua - suggeriscono che l’isolamento sociale può essere collegato all’infiammazione, ma i risultati relativi a un legame diretto tra solitudine e infiammazione sono stati meno convincenti. Riteniamo che questi risultati siano un primo passo importante per aiutarci a capire meglio come la solitudine e l’isolamento sociale potrebbero essere collegato allo stato di salute”.

TAG: solitudine/ isolamento/ infiammazione cronica/ malattie cardiache/ demenza/ depressione/ Neuroscience&Biobehavioral Reviews

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