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Per ridurre dal 20 al 25 per cento le probabilità di essere colpiti da un ictus è fondamentale ridurre il colesterolo "cattivo". E' il messaggio lanciato da A.L.I.Ce. Italia Odv, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, in vista di aprile, il mese dedicato alla prevenzione dell'ictus cerebrale. L'associazione riporta i dati di un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, in cui si dimostra il ruolo centrale del colesterolo "cattivo" sul rischio ictus.

Secondo gli esperti, l’ipercolesterolemia rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, ma è ormai annoverata anche tra i fattori di rischio modificabili per l’ictus ischemico. Si stima che più della metà della popolazione europea abbia livelli di colesterolo troppo elevati e su oltre un milione di persone a potenziale alto rischio, più di 8 su 10 hanno valori di colesterolo superiori a quelli indicati dalle linee guida europee. “Il colesterolo 'cattivo' in eccesso – dichiara Massimo Del Sette, direttore S.C. Neurologia presso E.O. Ospedali Galliera di Genovasi deposita sulle pareti delle arterie e progressivamente va a generare ispessimenti all’interno del vaso, chiamati placche aterosclerotiche. Questo accumulo di colesterolo nei vasi è un processo lento che può durare anche molti anni, silente, ma può provocare malattie acute come ictus, infarto e trombosi, con conseguenti esiti anche molto gravi come invalidità e decessi”.

 “In uno studio recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine – continua Del Sette – è stato valutato se, dopo un ictus ischemico causato da aterosclerosi, fosse più vantaggioso tenere i livelli di colesterolo 'cattivo' al di sotto dei 70 mg/dl rispetto a una soglia un po’ più alta (compresa fra i 90 e i 110 mg/dl). I risultati dello studio riportano che le persone appartenenti al primo gruppo (target: 70 mg/dl), hanno mostrato un rischio di sviluppare un altro ictus (o un infarto) inferiore del 25 per cento rispetto al secondo gruppo”. Per individuare tempestivamente l’ipercolesterolemia è sufficiente sottoporsi in maniera periodica a esami del sangue, individuando in questo modo i livelli di colesterolo totale, di colesterolo “cattivo” e “buono” e valutando, così, i rischi cerebro e cardiovascolari della persona. “Aprile è il mese che A.L.I.Ce. Italia Odv, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, dedica ogni anno alla prevenzione di questa patologia che, nel nostro Paese, colpisce circa 150.000 persone ogni anno”, dichiara Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv. "Quest’anno abbiamo deciso di accendere i riflettori sull’ipercolesterolemia che, insieme a fumo, ipertensione e obesità, costituisce uno dei principali fattori di rischio ictus che possono essere modificati attuando un cambiamento nel proprio stile di vita: una sana e corretta alimentazione, ad esempio, è in grado di ridurre il colesterolo nel sangue tra il 5 e il 10 per cento, diminuendo in questo modo anche il rischio di incorrere in malattie come ictus e infarto”, conclude.

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