Percepite come una valida alternativa al fumo tradizionale e, in molti casi, come uno strumento utile per ridurre i danni legati al tabagismo, sempre più diffuse soprattutto tra i più giovani, le e-cig sono considerate dai più dispositivi “più sicuri”, meno nocivi e socialmente più accettabili rispetto alle sigarette convenzionali.
Tuttavia, mentre il dibattito scientifico internazionale continua ad approfondire gli effetti a lungo termine del vaping sulla salute, stanno emergendo evidenze sempre più significative sul possibile impatto delle sigarette elettroniche sul sistema cardiovascolare e cerebrovascolare.
Ad accendere i riflettori su questi elementi è A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) che ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni sanitarie e della comunità medica su un fattore di rischio emergente che necessita di maggiore consapevolezza e informazione: “Le sigarette elettroniche non sono prive di rischi – si legge in una nota –. Le e-cig rilasciano aerosol contenenti nicotina (spesso in concentrazioni variabili e non sempre dichiarate); sostanze irritanti e composti organici volatili; metalli pesanti e particelle ultrafini; additivi aromatici con effetti potenzialmente tossici. Tutte sostanze che possono avere un impatto diretto sul rivestimento interno dei vasi sanguigni, svolgendo un ruolo chiave nei meccanismi che portano all’ictus”.
Diversi studi mostrano che il vaping può aumentare lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica, alterare la funzione endoteliale, favorire fenomeni di vasocostrizione e aumento della pressione e contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche. Il rischio inoltre sarebbe particolarmente elevato nei cosiddetti “dual users”, cioè coloro che utilizzano contemporaneamente sigarette tradizionali ed elettroniche.
“Le sigarette elettroniche rappresentano una nuova sfida per la prevenzione” afferma Andrea Vianello, Presidente A.L.I.Ce. Italia OdV. Per questo l’associazione sottolinea l’importanza di includere anche le sigarette elettroniche tra i fattori di rischio modificabili per l’ictus, sollecitando l’integrazione del tema vaping nei programmi di prevenzione cardiovascolare.




