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Quando si collabora i cervelli si allineano

Il miele multifiore è un candidato promettente per proteggere le cellule della pelle umana dall’invecchiamento precoce e dai danni cellulari causati dalle radiazioni UV, con il potenziale per lo sviluppo di future applicazioni cliniche e cosmetiche. A scoprirlo è uno studio dell'Università di Sassari, pubblicato sulla rivista Antioxidants. Per questa ricerca, il team ha innanzitutto coltivato colture delle cellule che compongono la pelle umana, tra cui cellule staminali cutanee, fibroblasti e cheratinociti. Queste sono state coltivate insieme in un sistema di bioreattore a flusso continuo per simulare l’ambiente fisiologico della pelle umana.

Prima di esporre le colture alle radiazioni UV, alcune cellule sono state trattate con miele multifiore all’1 per cento per 48 ore. Il team ha quindi valutato la risposta delle cellule trattate e non trattate allo stress indotto dai raggi UV. Il team ha inoltre analizzato l’espressione di geni selezionati associati all’invecchiamento cellulare, alla risposta allo stress e al rinnovamento tissutale mediante PCR quantitativa in tempo reale. Il team era anche interessato ai geni correlati alla staminalità (come nelle cellule staminali), ovvero la capacità di una cellula di differenziarsi o replicarsi. Il risultato principale è stato che il pretrattamento con miele multifiore all’1 per cento sembra favorire una risposta protettiva e regolatrice contro lo stress indotto dai raggi UV sia nelle cellule staminali della pelle che nei fibr

oblasti.

“Nelle cellule staminali della pelle, il miele ha aumentato l’espressione dei marcatori legati alla staminalità, riducendo al contempo l’espressione dei geni associati all’invecchiamento”, afferma Fikiye Fulya Kavak, membro del team di ricerca. In queste cellule, il trattamento con miele ha anche ridotto il rilascio di ossido nitrico e aumentato la capacità antiossidante, suggerendo che potrebbe contribuire a sostenere le difese antiossidanti in condizioni di stress indotto dai raggi UV. Dalle analisi genetiche condotte dal team, è emerso che il trattamento con il miele ha contribuito a regolare i segnali di proliferazione e rinnovamento cellulare, aumentando al contempo l’espressione dei geni di protezione dallo stress cellulare. Queste conoscenze potrebbero contribuire allo sviluppo di nuove formulazioni cosmetiche o cliniche per la cura della pelle, soprattutto se le proprietà attive del miele potessero essere veicolate in modo controllato e biocompatibile, ad esempio attraverso un sistema a base di nanofibre che il team sta attualmente sviluppando.

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