Il terribile botulismo - che può uccidere perché le tossine batteriche che lo originano bloccano il rilascio dei neurotrasmettitori a livello delle terminazioni nervose, provocando una paralisi muscolare - può far danni anche quando la tossina è in dosi talmente basse da non determinare la patologia. Anche in quantità minima, infatti, le tossine botuliniche possono interferire con i meccanismi di difesa dell’intestino, favorendo così le infezioni da batteri patogeni come Salmonella e Shigella.
Accessi ripetuti agli hub, passaggi tra servizi non sempre coordinati, follow-up disomogenei, informazioni che non viaggiano insieme alla persona e costi sempre più insostenibili per chi è costretto a viaggiare, anche fuori Regione, per inseguire le cure.
Accade continuamente senza che ci facciamo gran caso: un’auto che passa dietro un camion, un pedone che transita per un attimo dietro a un cartellone pubblicitario, una bici che corre dietro una siepe. Nonostante queste interruzioni, la nostra esperienza visiva resta sorprendentemente stabile: riusciamo a mantenere una percezione coerente degli oggetti, senza fatica e senza compromettere la capacità di riconoscerli.
Posticipare in modo flessibile l’orario di inizio delle lezioni consente agli adolescenti di dormire di più, migliorando salute, benessere e rendimento scolastico. Un team guidato da Joëlle Albrecht, Reto Huber e Oskar Jenni dell’Università di Zurigo e dell’Ospedale Pediatrico Universitario di Zurigo, ha pubblicato sul Journal of Adolescent Health una nuova ricerca che documenta come un modello scolastico con entrata variabile riduca la privazione cronica di sonno tra gli studenti.
La dieta mediterranea si aggiorna e diventa 3D, aggiungendo per la prima volta alla quantità e alla qualità dei nutrienti, anche la loro collocazione temporale in armonia con i ritmi biologici, ormonali e metabolici, nell’arco delle 24 ore. Il nuovo approccio sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE), insieme all’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports, ridisegna la piramide della dieta mediterranea tradizionale, sincronizzando le raccomandazioni alimentari, che restano invariate, con l’orologio biologico e le oscillazioni ormonali (insulina, cortisolo e melatonina), offrendo così una strategia concreta contro obesità e malattie metaboliche.
Il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di salute mentale presenta obesità, contro il 10% rilevato nella popolazione generale italiana. Il divario è ancora più marcato tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni: 13,7% rispetto al 5,5%, con un rischio quasi triplo per chi è in carico ai Servizi. È quanto emerge dalla prima indagine sistematica sul rischio di obesità in salute mentale condotta in Italia dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), che ha coinvolto circa 2.000 utenti dei Servizi di salute mentale in diverse regioni – Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana e Puglia – confrontando i dati raccolti con quelli della popolazione generale italiana rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità (PASSI 2023-24).
Le nanoplastiche possono interferire con i neuroni che regolano pubertà e fertilità e, per questo, possono influenzare la salute riproduttiva. A scoprirlo è stata una ricerca dell’Università Statale di Milano, condotta in collaborazione con l’Università di Torino e con i ricercatori della Queen Mary University of London, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Small. Nello studio i ricercatori hanno dimostrato che le nanoplastiche interferiscono con i neuroni che producono l’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), fondamentali per l’avvio della pubertà e la fertilità.
Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Cagliari e dell’Università degli Studi di Sassari ha scoperto una variante genetica capace di ostacolare la crescita del parassita della malaria. Il lavoro, pubblicato su Nature, chiarisce anche il meccanismo biologico della protezione e indica una possibile strada per nuovi farmaci. La malaria provoca ancora oggi oltre 600mila morti all’anno, soprattutto nei paesi tropicali, ma non tutte le persone infette si ammalano nello stesso modo. Capire perché ciò accade è una delle sfide più importanti della medicina.
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa non aumenta il rischio di mortalità. Anzi, per alcune donne potrebbe essere un vero e proprio “scudo” per la salute. A dimostrarlo è uno studio danese, coordinato da ricercatori del Copenhagen University Hospital - Rigshospitalet di Copenhagen e pubblicato sul The British Medical Journal. Per anni la TOS - introdotta per alleviare i tormenti della menopausa, dalle vampate improvvise alle notti insonni – si era portata dietro una scia di sospetti e paure.
La geometria delle superfici dei dispositivi medici, come cateteri e stent, può effettivamente essere sfruttata per ostacolare l’adesione batterica e prevenire così le infezioni. A dimostrarlo è una ricerca condotta da Roberto Rusconi, responsabile dell’unità di Fisica Applicata, Biofisica e Microfluidica presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente all’Humanitas University, e da Luca Pellegrino, ricercatore post-dottorato nello stesso laboratorio. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.
Un breve programma di allenamento cognitivo al computer, mirato ad aumentare la velocità di elaborazione delle informazioni e la capacità di gestire compiti complessi è associato a un rischio significativamente più basso di ricevere una diagnosi di demenza fino a 20 anni dopo. È quanto emerge da uno studio randomizzato finanziato dai National Institutes of Health e pubblicato sulla rivista Alzheimer’s & Dementia: Translational Research and Clinical Interventions, condotto da un gruppo di ricercatori coordinato da Marilyn Albert, direttrice dell’Alzheimer’s Disease Research Center di Johns Hopkins Medicine. Lo studio analizza i dati a lungo termine dell’Advanced Cognitive Training for Independent and Vital Elderly (ACTIVE).
L’uso problematico e di tipo “addictive” di telefoni cellulari, social media e videogiochi tra gli 11 e i 12 anni è associato a un aumento del rischio di problemi di salute mentale, disturbi del sonno e comportamenti suicidari nel giro di un anno. È quanto emerge da uno studio guidato da Jason M. Nagata, medico della Division of Adolescent and Young Adult Medicine del Dipartimento di Pediatria della University of California, San Francisco, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.
L’alimentazione a tempo limitato – una forma di digiuno intermittente – può ridurre significativamente l’attività sintomatica della malattia e l’infiammazione sistemica negli adulti con morbo di Crohn e sovrappeso o obesità. A scoprirlo è un nuovo studio dell’Università di Calgary, finanziato dalla Crohn’s & Colitis Foundation dall’Università di Calgary, il primo a dimostrare che mangiare solo entro un intervallo di 8 ore può ridurre l’attività del morbo di Crohn del 40% e il disagio addominale del 50% in sole 12 settimane, rispetto a un programma alimentare standard. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Gastroenterology.
Consumare due o tre caffè al giorno, così come una o due tazze di tè, è associato a un minore rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva. Questo è quanto emerge da uno studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association, condotto dagli scienziati del Mass General Brigham, della Harvard TH Chan School of Public Health e del Broad Institute presso il Massachusetts Institute of Technology. Il team, guidato da Daniel Wang e Yu Zhang, ha considerato i dati di 131.821 partecipanti al Nurses’ Health Study (NHS) e all’Health Professionals Follow-Up Study (HPFS). Nel complesso, i progetti tenevano conto di oltre 40 anni di informazioni.
Una ricerca sulla bronchite cronica ed enfisema polmonare (broncopneumopatia cronica ostruttiva), coordinata dall’Università di Udine, ha identificato i parametri (biomarcatori) che misurano le limitazioni del funzionamento dei principali organi coinvolti nella patologia, in particolare quelli dell’attività fisica. Allo studio ha lavorato il gruppo di fisiologia, coordinato da Bruno Grassi, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine, in collaborazione con le Università di Pavia e di Verona.
Una indagine condotta dal Prof. Silvio Danese e dal Dr. Ferdinando D’Amico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano rivela un significativo divario tra la crescente consapevolezza del ruolo terapeutico della nutrizione e l’effettivo accesso dei pazienti affetti da Morbo di Crohn a un supporto specialistico.
Un team di ricerca italo-statunitense composto da ricercatrici dell’Istituto per la microelettronica e i microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Imm) e dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna (Cnr-Isof), e da colleghi del Department of Mechanical Engineering della Johns Hopkins University a Baltimora (USA), ha sviluppato una strategia sperimentale che consente di ricreare e studiare in laboratorio una morfologia cellulare molto simile a quella che le cellule del cervello, in particolare gli astrociti, assumono in vivo.
I nuovi farmaci antiobesità si stanno rivelando preziosi alleati per la salute mentale. Da un lato, infatti, aiutano a contrastare l’aumento di peso legato ad alcuni psicofarmaci compromettendo l’aderenza terapeutica, dall’altro potrebbero contribuire a ridurre il rischio di depressione e disturbo bipolare. In sostanza gli agonisti del recettore del peptide-1 glucagone-simile (GLP-1), sono composti simili ad ormoni naturalmente presenti nel nostro organismo sui quali ci sono iniziali evidenze di efficacia, oltre che per il diabete e l’obesità, anche per altre patologie neuropsichiatriche. Lo dimostrano due studi recentemente pubblicati sulle riviste JAMA Psychiatry e BMC Psychiatry, di cui si è parlato in occasione del XXVII congresso nazionale della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf), che si è tenuto a Milano.
I disturbi psicotici vengono diagnosticati sempre più spesso e in età più precoce nelle generazioni più recenti. È quanto emerge da un ampio studio osservazionale condotto su oltre 12 milioni di persone in Ontario, in Canada, e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, che documenta un aumento significativo dei tassi di psicosi, inclusa la schizofrenia, tra i nati dagli anni Ottanta in poi.
Mangiare in modo autonomo rappresenta una delle tappe evolutive più significative nel percorso di crescita di ogni bambino e le evidenze scientifiche più recenti suggeriscono che la partecipazione del bambino ai pasti in famiglia sin dall’inizio dello svezzamento, secondo il modello dell’alimentazione complementare a richiesta, può giocare un ruolo importante in un ambito dello sviluppo solo apparentemente distante, quello della comunicazione e del linguaggio.